Seminatore

Situazione

XIX settimana T.O.

Quando si parla di “certe cose” tutti sembrano raddrizzare le orecchie! Sembra che anche gli apostoli normalmente spettatori abbastanza remissivi delle diatribe accademiche tra Gesù e i farisei, questa volta sembrano seguire lo snodarsi della discussione con particolare interesse. E mentre i farisei almeno cercano di dare l’impressione di chiedere, i discepoli, invece, giungono rapidamente alla conclusione forse nella speranza che il Maestro dica in modo chiaro e semplice quale sia il suo pensiero attorno all’argomento in questione. I farisei chiedono: <è lecito…?> e i discepoli concludono: <Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi> (Mt 19, 10). Il Signore Gesù sembra confermare la conclusione dei discepoli e sembra dire: no, non conviene!

Al contempo il modo di procedere del Signore è esattamente agli antipodi di quello dei farisei che è spesso il nostro stesso modo di pensare e di argomentare poiché sposta l’attenzione dal livello del lecito e da quello della convenienza verso il livello del giusto e del buono che si fonda sulla creazione di Dio che <li fece maschio e femmina> e aggiunge che <Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie> (19, 5). La combinazione dei due racconti della creazione permette al Signore Gesù di riconoscere la pari dignità dell’uomo e della donna così come è sancita nel testo sacerdotale, e sottolinea il dovere proprio dell’uomo di fare un passo verso la donna accettando di tagliare i legami parentali per aprirsi ad un’alleanza di vita che lo espone alla vita. In caso di dubbio l’uomo se è responsabile della scelta di una donna, non può certo esporla all’adulterio. 

I discepoli sorpresi dicono <se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna…> allora non conviene, mentre il Signore ricorda che ciò che è da superare è proprio l’orizzonte della convenienza ma questo <non tutti> lo <capiscono> perché è troppo esigente. La prima lettura ci aiuta a comprendere quale sia la situazione della nostra umanità – sia uomini che donne – al cospetto del Creatore: <… giungesti fino ad essere regina> (Ez 36, 13). La cura di Dio per noi dovrebbe renderci capaci di altrettanta cura nei confronti degli altri specialmente quando sono più deboli e più poveri.

Se scegliere suppone saper rinunciare… essere fedeli esige la scelta assoluta della cura del più debole. 

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