Seminatore

Seguimi

I settimana T.O.

Santa Teresa Benedetta della Croce meditando sulle feste di Natale e in particolare pensando al mistero dei santi Innocenti scriveva: <”Seguimi”, così parlano le mani del Bambino, così più tardi dirà la bocca dell’Uomo. Così dirà al discepolo che il Signore amava e che ora fa anche egli parte della sequela. E san Giovanni, il ragazzo dal cuore di bambino seguì senza domandare: dove? Perché? Lasciò la barca di suo padre e seguì il Signore ovunque nel suo cammino>1. Dopo il tempo di Natale riprendiamo per un tratto il cammino ordinario prima della Quaresima e abbiamo la gioia di cominciare nuovamente la lettura del vangelo di Marco e dei libri di Samuele: la storia di Davide e quella del <Figlio di Dio> (Mc 1, 1; 15, 39). L’invito del Maestro è chiaro e riprende esattamente quello del Precursore: <Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo> (1, 15). Di fatto non ci sono chissà quali novità teoriche, ciò che si radicalizza a livello esperienziale è la sensazione dello sguardo del Signore Gesù che si posa su di noi come sui primi discepoli ed è capace di cambiare <e subito> (1, 18) la nostra vita. Come si può lasciare ogni cosa <senza domandare: dove? Perché?>, se non per il sentimento profondo di un amore talmente grande da essere impagabile, irrinunciabile, irrimandabile e questo perché travolgente. Su questo mistero ci permette di posare discretamente lo sguardo la parola che Elkanà rivolge ad Anna afflitta per la sua sterilità e al colmo delle lacrime: <Perché è triste il tuo cuore? Non sono forse io per te meglio di dieci figli?> (1Sam 1, 8). Questa protesta d’amore è quella che continuamente sussurra al nostro cuore il Signore e Maestro della nostra vita: “Non sono forse per te meglio di dieci barche… di dieci padri… di dieci carriere?”. Anche a noi è chiesto oggi di assumere quel <cuore di bambino> di cui parla Teresa Benedetta della Croce per non perdere l’appuntamento dell’amore, l’appuntamento con l’Amore. La promessa è chiara: <vi farò diventare pescatore di uomini> (Mc 1, 17). L’amore che si mette alla sequela e la sequela dell’Amore scatena un processo che esige il tempo del divenire lento e magnifico come le maree comandate e misteriosamente guidare dai silenziosi cicli della luna. La preghiera della Chiesa sia la nostra supplica: <Ispira… i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera, perché veda ciò che deve fare e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto>. Non si dimentichi il nostro cuore di purificarsi per far sì che gli occhi vedano colui che ci vede e ci chiama <ogni anno> (1Sam 1, 3) per farci sorprendere dall’Amore che sempre ama e che sempre chiama. Possiamo cominciare questo tempo “intermedio” tra Natale e Pasqua come un’occasione per diventare anche noi come quel <ragazzo dal cuore di bambino> : sia questo interiore processo il nostro <sacrificio di ringraziamento> (Sal 115, 17).

Signore Gesù infinitamente più prezioso di ogni nostra realtà, di ogni tratto della nostra storia, di ogni nostro progetto! Abbi compassione del nostro cuore contraddittorio, che, troppo spesso, ti comprende solo perdendoti e capisce di amarti solo soffrendo per essersi allontanato da te. Maestoso, inarrestabile, misterioso come l’innalzarsi della marea, il tuo invito a seguirti risuona in noi, ci chiama alla vita vera, colma il nostro cuore, rende solleciti i nostri passi alla tua sequela: grazie, oggi e sempre, Signore!


1. EDITH STEIN, in La vita come totalità, p. 200.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *