Seminatore

Riposo

XVI Domenica T.O.

Ci potremmo chiedere: che cos’è il riposo secondo il Signore Gesù. La liturgia della Parola di oggi dà un nome preciso al riposo a cui Gesù invita i discepoli e questo nome è <pace>. Paolo nella seconda lettura lo dice chiaramente: <Egli, infatti, è la nostra pace> (Ef 2, 14). La pace di cui parla Paolo non è di certo statica ma assolutamente dinamica e, perciò, costruttiva e inventiva. Più precisamente ciò che dà pace è la capacità di fare unità dentro di noi <eliminando in se stesso l’inimicizia> (2, 16). Ciò che commuove Gesù davanti alla folla è il fatto di vederla dispersa e ciò che preme a Gesù davanti agli apostoli, reduci dalla loro prima missione, è quello di far ritrovare loro l’unità. Geremia deplora nella prima lettura i falsi e indegni pastori perché <fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo> (Gr 23, 1). La promessa di Dio è proprio questa <radunerò io stesso il resto delle mie pecore> (23, 3). Anche noi spesso ci sentiamo stanchi e desideriamo trovare riposo, ma sarebbe vano cercarlo solo fuori di noi, appunto in un luogo appartato. Questo riposo dobbiamo costruirlo dentro di noi facendoci docili all’invito del Pastore Grande che ci invita a seguirlo anche <per una valle oscura> (Sal 22, 4) verso quei pascoli e quelle acque in cui <il Signore mi fa riposare> (22, 2). Il Pastore ci invita ad esserne capaci <a motivo del suo nome> (22, 3) proprio <facendo la pace> (Ef 2, 15) con i lontani e con i vicini, con ciò che ci sta dietro e con ciò che ci sta davanti, con ciò che portiamo dentro di noi e con ciò che dobbiamo affrontare fuori di noi. Anche noi come gli apostoli saremo forse tentati di raccontare al Signore Gesù tutto quello che siamo capaci di fare e di insegnare. Il Signore, da buon pastore, ci chiede di fare un altro pezzo di strada, più precisamente di <barca> (Mc 6, 32) per farci imparare a porre lo sguardo sugli altri fino a farci toccare profondamente dalla loro presenza e dai loro bisogni. Serafino di Sarov amava ripetere: <Trova la pace e a migliaia accanto a te troveranno salvezza>. Solo se costruiremo dentro di noi la pace, quale superamento di ogni attaccamento a noi stessi, potremo trovare riposo e saremo in grado di <presentarci gli uni e gli altri al Padre in un solo Spirito> (Ef 2, 18). Saremo sempre più e meglio capaci di presentarci gli uni agli altri per vivere con gli altri fino ad essere pronti a vivere per gli altri solo se ameremo di stare <da soli> (Mc 6, 31) con il Signore Gesù. In questa intimità continuamente ritrovata coltiveremo la sua presenza riposante nella profondità del nostro cuore dove impariamo l’arte della pace… il respiro della <compassione> (6, 34). La compassione si apprende alla severa scuola del dolore in cui nessuno può sostituire nessuno, ma ognuno agisce in prima persona. Possiamo intuire al meglio l’esperienza di tenera compassione di cui il Signore si fa mediatore se rileggiamo un testo come quello del profeta Geremia su cui lo stesso Gesù deve aver sostato a lungo. Il <germoglio giusto> di cui parla il profeta è una delle figure messianiche più amate. Questo germoglio è la radice santa di tutta la vita testimoniale della Chiesa e del suo impegno pastorale che ha come scopo primario quello di radunare e mai di contrapporre o disperdere. Spesso anche noi siamo folla: dispersi e stanchi incapaci di riconciliarci, prima di tutto con noi stessi. Il Signore ci invita a fare unità dentro e fuori di noi e ci addita il limite ed il dolore come risorsa per imparare compassione ed accoglienza. Questo è l’unico riposo che veramente di ridona le energie necessarie per continuare a vivere e sperare. Nel Vangelo il Signore si presenta con i tratti inconfondibili della tenerezza capace di toccare le corte più intime e sensibili della nostra umanità sempre bisognosa di attenzione e di cura: <Venite in disparte, voi soli>. Con queste parole e questo gesto che sembrano quasi una carezza, il Signore ci rivela che il mistero della Chiesa non è prima di tutto e soprattutto missione, ma intimità in cui si genera una pacifica testimonianza.

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