Seminatore

Profondità

XXII settimana T.O.

Nel Vangelo di Luca di cui abbiamo cominciato la lettura corsiva annuale, siamo catapultati da una sinagoga all’altra, da quella di Nazaret in cui le cose per il Signore Gesù non sono andate poi così bene, a quella di Cafarnao, in cui sembrano andare persino peggio. Se a Nazaret sono i compagni di gioco del Signore Gesù a oscillare tremendamente tra l’ammirazione e il rifiuto, a Cafarnao le cose si fanno ancora più chiare e per certi aspetti definitive. In quest’ultimo caso a prendere la parola è <un demonio impuro> che <cominciò a gridare forte: “Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?> (Lc 4, 34). Il demonio sembra voler dare l’impressione di saperne molto più degli abitanti di Nazaret che pure conoscono il Signore Gesù da sempre. Mentre a Nazaret si parla della famiglia di Gesù e di suo padre <Giuseppe>, qui si fa, invece, riferimento alla sua origine divina: <Io so chi tu sei: il santo di Dio!>. Sembra di poter dire che, paradossalmente, il Maligno ne sa più di tutti.

Sì, sembra che il demonio ne sappia di più e non si sbaglia affatto sull’identità essenziale e profonda del Signore Gesù, eppure non basta sapere se non si è disposti a lasciarsi cambiare profondamente dalla presenza di Cristo. Non basta poter definire se non ci si lascia toccare fino a stravolgere talmente le cose da arrivare a considerare la presenza salvifica e “graziante” del Signore Gesù come un pericolo di essere rovinati. Paolo sembra reagire a questo scontro tra il principio di grazia, reso presente dalla sola presenza di Gesù in mezzo a noi, e quel principio di sospettoso veleno che anima il modo maligno di ammorbare ogni cosa con la paura di essere rovinato dall’amore e di essere scomodato dalle sue logiche schiavizzanti che tengono prigioniero fino a rendere innocuo il bene e il meglio che pure ci abita. L’apostolo sembra dire: No! Non è il demonio a conoscere le dinamiche e i processi della grazia, ma è <lo Spirito> che <conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio> (1Cor 2, 10).

È proprio vero che <l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio> tanto che <esse sono follia> (2, 14). Siamo solo all’inizio del ministero profetico del Signore Gesù eppure è già chiarissimo lo scontro tra due logiche che non potranno mai incontrarsi: quella della grazia che salva, e quella del sospetto, della paura e della vergogna che rovina. Eppure il demonio sembra dire proprio il contrario. Quando Luca ci dice che Gesù <scese a Cafarnao… e insegnava> (Lc 4, 31) non ci dà una notizia superficiale che riguarda gli spostamenti del Signore, ma ci rivela il senso profondo ed ultimo della sua missione in mezzo a noi e a nostro favore: scendere tra di noi fino a condividere la nostra stessa condizione aiutandoci così a comprendere il mistero della vita che radica nello stesso mistero di Dio con una <profondità> completamente nuova e, per molti aspetti, inedita. Eppure, lo sappiamo, vivere in profondità non è mai una cosa comoda, anche perché esige e comporta di lasciarci zittire in tutto ciò che, nel nostro cuore, continua a blaterare e spesso e volentieri rischia di dire le cose al contrario per lasciarci uguali e superficiali. 

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