Seminatore

Preludio

Natività di Maria

La festa della Natività della Madre di Dio è una sorta di grande preludio alla gioia della natività del Signore. Fare memoria della natività di Maria non è semplicemente un atto di omaggio alla madre del Signore, ma è una rinnovata occasione per prendere coscienza che la nostra stessa vita di discepoli è chiamata a diventare un preludio e un’intima preparazione al radicarsi del Verbo attraverso l’ospitalità della nostra carne nella storia della nostra umanità. Le parole del profeta Michea ci portano direttamente al cuore del mistero di questa festa: <così piccola> (Mi 5, 1). Il profeta parla di Betlemme la città di Davide ove il più piccolo dei figli di Jesse sarà unto come re di Israele. A Betlemme, Maria dovrà recarsi per mettere al mondo il Figlio dell’Altissimo in un mistero di piccolezza che fa la differenza da tutte le altre attese messianiche unte di grandezza e di maestà. Tutto ciò non riguarda solo Maria, ma ciascuno di noi nella misura in cui vogliamo essere discepoli di Cristo.

L’apostolo Paolo ce lo ricorda con accenti forti: <noi sappiamo che tutto concorre al bene , per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno> (Rm 8, 28). Essere creati fa tutt’uno con l’essere chiamati e il sentirsi chiamati significa fare della propria vita una culla in cui il Verbo ancora si possa fare carne per manifestare al mondo il disegno amoroso di cui ogni uomo e ogni donna fa parte. La nascita della Vergine Maria rimanda ciascuno di noi a meditare sulla propria nascita e su ogni nascita: quando ci sporgiamo su una culla dobbiamo aprirci alla sorpresa di una vita che è una traccia nella storia della stessa vita di Dio.

Quella della Liturgia è una felice intuizione con la scelta di leggere l’elenco delle nascite a rappresentare i momenti in cui la creatività di Dio si insinua, in modo discreto ma decisivo, dentro le pieghe della storia. In ogni nascita umana si manifesta una forza straordinaria, incontenibile: il miracolo della vita si impone contro qualsiasi resistenza e difficoltà. Proprio in virtù della sua piccolezza, il nascituro è capace di afferrare la vita come diritto che gli spetta, come promessa che lo attende. Una speciale presenza di Dio accompagna il momento in cui una vita umana viene alla luce. Naturalmente tutto ciò risulta particolarmente vero per la nascita di Maria, la «madre» (Mt 1,18) del Signore. Come scrive Andrea di Creta: «Questo infatti è il giorno in cui il Creatore dell’universo ha costruito il suo tempio, oggi il giorno in cui, per un progetto stupendo, la creatura diventa la dimora prescelta del Creatore». Maria viene scelta da Dio per diventare «partecipe della radice» (Rm 11,17) santa, «dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo» (Mt 1,16). «Per opera dello Spirito Santo» (1,18) questa sua umanità, ben radicata nella storia di Israele, diviene il luogo in cui si adempie «ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta» (1,22): si compie il mistero del «Dio con noi» (1,23).

La vicenda di Maria, il fiorire della sua umile esistenza, ci ricorda quale gioia oggi ci è lecito celebrare. Siamo anche noi umanità piccola, gettata in un fiume di storia che ci precede e ci sospinge. Ogni uomo e ogni donna che viene al mondo è un minuscolo ramo innestato – senza alcun preavviso – sul più grande tronco della generazione umana. Eppure, proprio dentro questo impasto di piccolezza e ordinarietà, germina qualcosa di unico e grande, perché ogni nascita è chiamata a realizzare uno «stupendo progetto», un frutto buono e gradito a Dio, che rimane fino a vita eterna. Questa fecondità viene «prima» (1,18) di ogni nostra pianificazione e di ogni nostra paura, anticipa qualsiasi successo o fallimento possiamo sperimentare. È un seme che a suo tempo «sarà grande» e saprà dilatarsi «fino agli estremi confini della terra» (Mic 4,3), che invano cerchiamo di raggiungere con le nostre forze.

Siamo un piccolissimo tassello in un immenso mosaico, siamo una goccia d’acqua nel fiume sterminato che ci precede e che seguirà. Aiutaci a vivere con serietà e profondità la nostra storia quotidiana, senza esagerare le proporzioni del nostro vissuto, senza perdere mai di vista la mirabile storia di salvezza che infinitamente ci supera e ci accoglie e di cui Maria, tua madre è fonte e pilastro portante nella sua inenarrabile piccolezza.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *