Seminatore

Pasqua

XV settimana T.O.

La lettura liturgica del libro dell’Esodo ci fa fare un salto di vari capitoli ed è come se ci portasse direttamente all’epilogo del lungo percorso di purificazione. Questo lungo processo è ritmato dalle “piaghe d’Egitto” attraverso cui il Signore Dio cerca di curare fino a guarire il popolo dell’Egitto che diventa simbolo del nostro stesso cuore bisognoso di essere liberato dalle malattie dell’anima. Perché questa guarigione possa realmente avvenire è necessario far suppurare il veleno di quell’egoismo che, chiudendoci agli altri, in realtà uccide il meglio di noi stessi: <Mosè e Aronne avevano fatto tutti questi prodigi davanti al faraone; ma il Signore aveva reso ostinato il cuore del faraone, il quale non lasciò partire gli israeliti dalla sua terra> (Es 11, 10). L’ostinazione rende necessario un di più di rivelazione che <è la Pasqua del Signore> (12, 12). Visto che i segni non convincono, allora è il passaggio del Signore che permetterà al popolo di vivere la pasqua della libertà.

Nel Vangelo vediamo spuntare la categoria del <lecito> (Mt 12, 3) cui il Signore Gesù contrappone quella della libertà non come opposizione alla Legge. La libertà del cuore da ogni tendenza all’egoismo e al ripiegamento è il fine della pedagogia della Legge il cui filo conduttore dovrebbe formare le coscienza ad una libertà che si fa rispetto e promozione della libertà anche degli altri. Del resto è proprio questo ciò che tutti i profeti continuano a ricordare tato da essere solennemente ripreso dal Signore Gesù: <Misericordia io voglio e non sacrifici> (12, 7). Il Signore Gesù non si presenta come un rivoluzionario anarchico, ma come Maestro della Legge che esige la capacità di essere maestri nella Legge che ha il compito di far crescere rettamente e armoniosamente la libertà di tutti che implica il dovere di una libertà per tutti.

Il primogenito è, letteralmente, “colui che fende il seno materno” per questo rappresenta la quintessenza del vigore dell’uomo e il mistero di una delle trasformazioni più radicali nella vita di una donna che è il passaggio verso la maternità. Con questo simbolo siamo richiamati al cuore stesso del Vangelo che è la capacità e la volontà di attraversare e vivere le continue e rinnovate pasque della vita per un di più di verità, di libertà, di gioia. In questo senso il Signore Gesù restituisce a tutti, a partire dai suoi discepoli, il senso della dignità di essere re come Davide e sacerdoti come quelli che officiano nel tempio e non semplici esecutori, o peggio ancora, vittime della Legge, ma, al contrario, protagonisti consapevoli di una storia di libertà e di pienezza. L’interrogazione fatta agli scribi e i farisei è valida anche per noi: <O non avete letto nella Legge…?> (12, 5). Ciò che il Signore ci richiede è la capacità di una lettura della Parola di Dio racchiusa nelle Scritture capace di andare oltre la semplice intelligenza del testo, per aprirsi ad un di più dell’intelligenza della vita che è sempre capacità di riconoscere e attraversare le inevitabili e necessarie pasque della vita: <Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore> (Es 12, 13).

Signore Gesù, nel mistero del tuo dono pasquale ci hai lasciato il memoriale del tuo corpo e del tuo sangue perché non dimenticassimo che il dono della propria vita è ciò che ci fa tuoi discepoli. Vogliamo accogliere le pasque della nostra esistenza e desideriamo essere accanto ai nostri fratelli per sostenerli nelle loro pasque fino a conoscere e celebrare insieme la gioia di una libertà ritrovata e di una gioia più grande di quelle già conosciute.

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