Seminatore

Olivo

XXII settimana T.O.

Ci commuove la dedizione assoluta con cui il Signore Gesù si dedica al suo ministero nella piena coscienza di avere un dono da comunicare e non un privilegio di cui godere: <E’ necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato> (Lc 4, 43). Nel cuore di Cristo Signore arde il fuoco di una consapevolezza che gli permette di non perdere mai la bussola della sua missione senza mai lasciarsi imprigionare dall’inganno di avere diritto a fermarsi e, in certo modo, a godere delle sue fatiche apostoliche. Al contrario la vita del Signore Gesù è dominata da un chiaro dinamismo che non si ferma mai su se stesso, ma vive in una continua attenzione a ciò e a chi ancora può beneficiare del dono del Vangelo. L’evangelista Luca che ci fa contemplare il Verbo fatto carne sempre <in cammino> (4, 30). Non solo all’inizio alquanto drammatico del suo ministero pubblico, ma già nel seno di sua madre che si reca in fretta a rallegrare e sostenere Elisabetta come pure dopo la risurrezione quando si mette sulle tracce dei discepoli in fuga da se stessi verso Emmaus.

L’apostolo Paolo non riesce a trattenere la gioia e l’esultanza perché la corsa del Vangelo inaugurata in Cristo Signore continua nella storia dei credenti fino ad oggi: <a causa della speranza che vi attende nei cieli. Ne avete già udito l’annuncio dalla parola di verità del Vangelo che è giunto a voi. E come in tutto il mondo esso porta frutto e si sviluppa> (Col 1, 5-6). Stando alle parole di Paolo il Vangelo è e deve essere perennemente una realtà in sviluppo, la cui corsa e la cui efficacia non può arrestarsi, ma, per sua natura, si apre continuamente a nuovi bisogni mantenendo viva l’attenzione ad ogni sofferenza. Chiamati ad essere discepoli del Signore anche noi dobbiamo coltivare un dinamismo che radica nell’attenzione e si manifesta nella capacità di rimanere in cammino. Passare dalla sinagoga alla casa di Simone, dal capezzale della suocera alla porta di casa, dal deserto della preghiera alla polvere della strada… è il cammino che attende anche noi chiamati a sperimentare la stessa grazia vissuta da Paolo nel sentire Epafra <caro compagno nel ministero> (Col 1, 7).

Lo sviluppo della predicazione del Vangelo sembra essere direttamente proporzionale al suo radicamento interiore nel nostro cuore tanto che ogni ministro dovrebbe poter fare proprie le parole del salmo: <Come olivo verdeggiante nella casa di Dio> (Sal 51, 10). Al pari di ogni albero, per crescere è necessario coltivare la dimensione della profondità propria delle radici e quella delle fronde da cui si colgono i frutti. Nondimeno, come ogni albero, è pure necessario difendersi da tutto ciò che può impedire o anche solo ritardare lo sviluppo. Il Signore Gesù si comporta come un <olivo verdeggiante> che prima di tutto ritrova ogni giorno la sua linfa nel rapporto intimo con il Padre attraverso la preghiera, per poi aprirsi generosamente agli altri senza per questo perdere in libertà e generosità verso tutti. Inoltre si difende accuratamente ed energicamente da ciò che può inquinare il cuore e la mente fino a snaturare i gesti cosicché, per quanto riguarda i demoni, <non li lasciava parlare> (Lc 4, 41). Sempre in cammino come gli alberi che pure danno l’impressione di essere assolutamente fermi!

Signore Gesù, cammina ancora per le nostre strade perché mai le nostre vite diventino deserte di quella tua presenza che, sola, è capace di rimetterci in cammino per creare, insieme, percorsi di vita che rinnovano quella speranza che sarà perfetta nei cieli, ma già così gradita sulla terra.

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