Seminatore

Ogni giorno

XXXIII settimana T.O.

L’evangelista Luca ci ricorda che il Signore Gesù <ogni giorno insegnava nel tempio> (Lc 19, 47). Questa parola possiamo custodirla come una rassicurazione che vale più di ogni assicurazione sulla vita: il Signore Gesù ogni giorno ci parla nel tempio del nostro cuore. Secondo l’insegnamento del Signore è il cuore ad essere il luogo delle nostre decisioni ed è dal suo intimo che viene fuori la verità di noi stessi la quale si esprime attraverso le nostre decisioni che rivelano la verità dei desideri cui accettiamo di fare spazio nella nostra vita. La citazione delle Scritture è per il Signore Gesù la via per comunicarci quello che è il suo desiderio per noi: <La mia casa sarà casa di preghiera> (19, 45). Il suo commento ci fa intuire che cosa sia veramente in gioco: <Voi invece ne avete fatto un covo di ladri>. La preghiera è il modo in cui ogni giorno rimettiamo ordine nella nostra vita ristabilendo continuamente il giusto posto per ogni relazione e per ogni emozione. Tra le realtà che fanno il senso e la bellezza del nostro vivere certamente si rende necessario di rimettere sempre al centro della nostra attenzione la relazione con l’Altissimo che ogni giorno ci richiama a convertire la nostra vita rimettendola in cammino verso l’essenziale.

La reazione dei notabili del popolo è amarissima, ma devono comunque arrendersi alla realtà: <tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo> (19, 48). Ogni giorno può diventare per noi il primo dei giorni di quella ricreazione interiore che comincia sempre con la decisione di rimetterci ad ascoltare il Signore per far sì che la sua parola ricrei le condizioni di una vita segnata dalla grazia e disponibile a condividere i doni ricevuti. La decisione di Giuda e i suoi fratelli potrebbe diventare la nostra scelta quotidiana: <andiamo e purifichiamo il santuario e a riconsacrarlo> (1Mac 4, 36). I <nemici> evocati nella prima lettura sono tutti quei pensieri, emozioni e decisioni che turbano fino a snaturare il nostro cuore. Una nota che troviamo nella prima lettura può trovare un’applicazione spirituale assai utile. Tra i riti celebrati per la riconsacrazione del Tempio è scritto che <Poi ornarono la facciata del tempio con corone d’oro e piccoli scudi. Rifecero i portoni e le celle sacre, munendole di porte> (4, 57). Se il tempio è il nostro cuore allora dobbiamo non solo ornarlo per abbellirlo ma pure per difenderlo. I <piccoli scudi> dell’attenzione e della vigilanza terranno lontane le frecce e i dardi dei pensieri cattivi e di tutte quelle distrazione che ci rendono vulnerabili. Inoltre non bisogna dimenticare che è necessario munire il cuore di <porte> per saper decidere con libertà e con discernimento ciò che permettiamo di far entrare nell’intimo della nostra vita e ciò che invece va tenuto accuratamente alla porta. In un mondo in cui sembra che tutto sia in vendita – il tempo, la possibilità di essere ascoltati e persino quella di essere amati, accuditi, iniziati alla vita e persino accompagnati nella morte – il Signore ci riapre il tempio della gratuità.

Signore Gesù, vogliamo ornare l’esterno del nostro cuore con i piccoli scudi dell’attenzione e della vigilanza per evitare che nulla venga a turbare l’armonia e la pace del nostro rapporto con te da cui attingiamo il modo per vivere relazioni sane e liberanti con tutti.

 

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