Liberi e fedeli

Battesimo del Signore

Il salmo responsoriale ci ricorda il modo di fare proprio di Dio che costruisce sulle acque. La nostra vita di fede è costruita sulle acque del Battesimo vale a dire non su noi stessi bensì su quello che siamo per mezzo di Gesù Cristo, per la sua grazia. La prima lettura è come se concludesse il tempo di Natale riportandoci ai toni dell’Avvento e con una voce ancora più squillante grida: Ecco il vostro Dio! Il suo volto risplende su quello di Gesù, il quale riceve anche lui il battesimo di Giovanni mettendosi in fila con i pubblicani e i peccatori a cui annuncerà, in modo privilegiato e non esclusivo, il suo vangelo di salvezza mostrando loro il vangelo dell’accoglienza. Il Battista non approfitta del suo ascendente ascetico per attirare a se stesso, ma indica il Messia che, dopo essersi messo in fila, stava in preghiera. Solo ora il Padre può e vuole parlare: Tu sei…! Con la festa di oggi portiamo a compimento i giorni della gioia del Natale: il bambino che abbiamo accolto con Maria e Giuseppe nell’umiltà e nella provvisorietà di un presepio, quel bambino che, avvolto in fasce, abbiamo riconosciuto – con i pastori – quale Salvatore e che – con i Magi – abbiamo adorato come luce del mondo… ecco che si fa uomo fino a farsi umano in tutto. Questo grande mistero non avviene nella cornice della notte di Betlemme, in cui gli angeli danzano e una nuova stella brilla, ma in pieno giorno: sulle rive del Giordano, davanti a tutti! Nel mistero del Battesimo del Signore radica il senso profondo del nostro essere stati battezzati in Cristo per essere suoi discepoli: liberi e fedeli.

Metterci in fila con tutti i nostri fratelli e sorelle in umanità senza smettere mai di pregare: stare al cuore delle masse come un lievito di divina possibilità per la nostra comune umanità.

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