L’amore è tutto!

Sacro Cuore di Gesù

La solennità del Sacro Cuore ci porta all’essenza di ciò che il Signore Gesù ci ha rivelato con le sue parole e con i suoi gesti. Il Prefazio di questa solennità, accompagnandoci verso la comprensione del mistero di questa festa ci fa dire: <nel suo amore senza limiti donò la vita per noi, e  dalla ferita del suo fianco effuse sangue e acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa>. Il Prefazio continua spiegandoci il motivo di tutto ciò e lo fa in questi termini: <perché tutti gli uomini, attirati al Cuore del Salvatore, attingessero con gioia alla fonte perenne della salvezza>. Due movimenti sembrano dominare il cuore di Cristo Signore e quasi coinvolgere i nostri stessi cuori: l’offerta di un amore incondizionato e totale e l’attesa di una risposta altrettanto amorosa, incondizionata e totale. La vita discepolare, quale paradigma della stessa avventura umana che condividiamo con tutti, non è altro che questa duplice apertura a dare e a ricevere, in una gratuità e in una naturalezza che sono le condizioni necessarie perché la nostra esperienza – di qualunque segno essa sia – possa rivelarsi una possibilità di salvezza. 

Con il linguaggio della parabola il Signore Gesù cerca di raggiungere non solo il cuore così duro dei farisei, ma anche il nostro e ci interroga direttamente: <Chi di voi…?> (Lc 15, 4). La parola del Signore va ben oltre la durezza dei nostri cuori e ci immagina capaci di gesti di compassione senza i quali sembriamo irriconoscibili ai suoi occhi. Nella parabola lucana, il Signore Gesù magnificamente non parla di sé, ma parla di noi: <… se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la ritrova?>. Davanti ad una simile domanda ci sentiamo descritti in un modo ancora più bello di quanto faremmo noi stessi su noi stessi, tanto che, se non siamo così, ci viene voglia di diventarlo! Contemplando il mistero dell’amore che si è rivelato nel cuore di Cristo, siamo riportati al nostro stesso cuore riconoscendovi un luogo che, per natura, è pieno di compassione e che, se si chiude all’amore, lo fa normalmente per paura di soffrire e di essere umiliato. 

Di questa paura possiamo finalmente sbarazzarci! L’apostolo Paolo, ci dà le ragioni profonde di questa redenzione dalla paura di correre il rischio di amare: <Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto: forse qualcuno è disposto a morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi> (Rm 5, 7-8). Il profeta Ezechiele non fa che confermare le intenzioni di Dio nei nostri confronti: <Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia> (Ez 34, 16). Contemplare è sempre il primo passo per confermare in noi il desiderio di conformare la nostra vita a quella di Cristo Signore, nella consapevolezza bruciante che l’amore è tutto e tutto può essere trasformato dall’amore.

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