Intimità

Santa Maria Maddalena

Un testo di Maurice Zundel ci aiuta ad entrare nel mistero di questa memoria così pasquale di Maria di Magdala: <L’appuntamento con Gesù Cristo si dà prima di tutto in incontro comunitario. Sembra dire il Risorto a Maria di Magdala: “ Se mi vuoi sentire, bisogna passare attraverso l’universale di una presenza comunitaria. Altrimenti mi ridurresti alla tua misura e mi trasformeresti in un idolo. Se vuoi veramente entrare in relazione con me, bisogna farlo in apertura a tutta l’umanità. Questo perché tu potrai stringermi veramente, quando il tuo cuore si sarà dilatato alla misura del mio stesso cuore”>1. La memoria di Maria Maddalena ci riporta alle emozioni del mattino di Pasqua, ma in questo giorno siamo chiamati a concentrare l’attenzione del nostro cuore non tanto sul fulgore del Risorto, ma sulle nostre piccole e grandi tenebre che hanno bisogno di lasciarsi inondare e rischiarare dalla luce pasquale che, come all’inizio della creazione, rimette in moto la vita e la rende ancora più piena e felice.

In Maria di Magdala, discepola del Signore, possiamo cogliere il cammino di ogni discepolo chiamato a diventare apostolo. Si tratta di vivere un’intensità di intimità che non si ripiega in un intimismo autoreferenziale, ma si apre ad una testimonianza ad amplissimo raggio. Il cammino di Maria di Magdala va dalle lacrime alla corsa testimoniale. Nell’intimità di ciò che avviene davanti alla tomba vuota, la Maddalena diventa capace di portare una parola: <… e ciò che le aveva detto> (Gv 20, 18). Come ogni apostolo, anche Maria di Magdala non si accontenta di riportare ad altri la parola udita dal Signore, ma se ne testimonianza con tutta la propria vita e con tutta la propria passione. Solo l’intimità fonda la testimonianza, nondimeno per dire qualcosa che sia credibile e affidabile è necessario aver vissuto un’esperienza di profonda partecipazione al mistero pasquale. Una partecipazione che esige un amore non solo grande ma che, non potendosi improvvisare, ha bisogno di una lunga e remota preparazione.

Questo amore è certamente quello che è sbocciato nella frequentazione tra la discepola e il Maestro, ma esso ha dato frutto, nel momento della partecipazione, a quel dono pasquale che, caduto dalla croce come un frutto maturo, ha diffuso tutto il suo profumo nel giardino della risurrezione ove Maria è divenuta nostra madre nella fede amorosa di chi sa attraversare ogni <notte> (Ct 3, 1) senza temere nessun <buio> (Gv 20, 1): né dentro il proprio cuore né dentro le pieghe più dolorose della storia. Tutti i vangeli attestano che ai piedi della croce era presente quel gruppetto fedele di donne che avevano seguito e assistito il Signore Gesù ponendosi al suo servizio nel periodo della sua predicazione. Fra di loro, Maria di Madgala viene nominata per prima. Le parole e i tenerissimi gesti di Cristo avevano suscitato in lei una fede capace di liberarla dal male oscuro del suo travaglio interiore, fino a condurla a rispondere all’amore con altrettanto amore.

            Signore Gesù, risorto dai morti e Signore della vita, donaci la memoria del cuore perché nemmeno le evidenze più schiaccianti delle tenebre ci convincano che tutto sia ormai perduto. Donaci di uscire ogni giorno incontro alla vita rischiando i cammini più rischiosi per non rinunciare mai alle speranze più trasognate.


1. M. ZUNDEL, Avec Dieu dans le quotidien, Saint Augustin, p. 113.

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