Seminatore

Integrità

XIX settimana T.O.

Giosué invita il popolo a continuare ed intensificare il suo cammino nella fede con queste parole: <temete il Signore e servitelo con integrità e fedeltà> (Gs 24, 14). Il Signore Gesù nel Vangelo consegna ai suoi discepoli una parola che può e deve orientare il cammino di ogni giorno: <Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli> (Mt 19, 14). Mettendo insieme questi due testi potremmo concludere che l’<integrità> raccomandata da Giosué non è altro che questa capacità di accogliere ciò che non si può imporre da solo – come i bambini – e dare spazio nella propria vita a ciò che ha maggiormente e talora urgentemente bisogno di attenzione, di accoglienza, di cura. La reazione dei discepoli davanti al fastidio che possono dare dei bambini è evidenziata crudamente dall’evangelista: <ma i discepoli li rimproverarono> (19, 13). C’è anche in noi la tendenza a non volere tra i piedi nessuno che disturbi il nostro programma e ci chieda un’attenzione e una cura impreviste. Soprattutto anche noi facciamo fatica a dare spazio a tutte quelle realtà piccole e fragili di cui pure è necessariamente intessuta la nostra vita e quella di coloro che condividono con noi il cammino dell’esistenza.

L’ultimatum di Giosué risuona anche per noi: <scegliete oggi chi servire> (Gs 24, 15)! Non si tratta semplicemente di eliminare gli <dèi> (24, 14) serviti e adorati dai nostri padri, ma è necessario rinunciare all’idolatria di se stessi per aprirsi sempre di più e sempre meglio all’accoglienza di Dio nei segni più piccoli della sua presenza con cui bussa alla porta del nostro cuore e chiede di essere accolto nella nostra vita. Portiamo dentro di noi una sorta di attrazione fatale per ciò che è grande e appariscente perché questo ci permette di sfuggire al confronto esigente con tutto ciò che in noi è così fragile e così piccolo da esigere cura e attenzione. Giosuè continua la sua esortazione: <rivolgete il vostro cuore al Signore, Dio di Israele> (24, 23) e il Signore Gesù concretizza ulteriormente il senso di questa conversione sempre necessaria col ricordare ai suoi discepoli che sempre bisogna saper ricominciare dai <bambini> (Mt 19, 14)

Giosué ricorda al popolo che il Signore <è un Dio santo, è un Dio geloso> (Gs 24, 19). Il Signore Gesù ci fa scoprire come questa santità e gelosia divine si inverano nella predilezione dell’Altissimo per ciò che è piccolo e ci chiede continuamente di saper e voler entrare in questa medesima logica e modalità di approccio al reale.

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