Seminatore

In cuor suo

XXXIV settimana T.O.

Quest’ultima settimana dell’anno liturgico comincia con due racconti che, pur nella loro diversità, si richiamano non poco. Il breve e intenso racconto di <una vedova povera> (Lc 21, 29 per la quale il Signore non solo ha occhi, ma che viene additata come esempio ai suoi discepoli è preparato da un testo assai più lungo che riguarda lo stesso luogo: <Gerusalemme> e il <tempio di Dio> (Dn 1, 1-2) cinta d’assedio da Nabucodonosor e spogliata degli arredi sacri. Mentre si consuma la catastrofe della presa di Gerusalemme, il testo biblico sembra distogliere la nostra attenzione dai drammi della storia per concentrarla su ciò che avviene nell’intimo di quattro giovani – belli e intelligenti – che assumono il reale senza sacrificare la libertà della loro coscienza. Mentre tutto sembra scontato e quasi obbligato ad andare nella direzione voluta dai potenti della terra che facilmente diventano tiranni: <Daniele decise in cuor suo di non contaminarsi con le vivande del re e con il vino dei suoi banchetti e chiese al capo dei funzionari di non obbligarlo a contaminarsi> (1, 8). Il seguito del racconto non fa che confermare la scelta coraggiosa di Daniele e degli altri tre giovani <i quali rimasero a servizio del re> (1, 19) senza essere in alcun modo asserviti al re.

La piccola e povera donna che incontriamo nel Vangelo ci riporta all’essenziale di un atteggiamento nei confronti della vita, fatto di gratitudine capace di donare, attraverso il poco, il tutto. Le parole del Signore Gesù sono chiare e rappresentano un motivo di discernimento continuo ed esigente nella vita di ogni discepolo: <Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere> (Lc 21, 4). Questa donna diventa per Gesù il modello e la profezia di ciò che tra poco dovrà vivere in prima persona nel suo dono pasquale e, al contempo, viene indicata ai discepoli – di ogni tempo e di ogni luogo – come luogo di confronto. Per essere capaci di agire come questa vedova è necessario essere capaci come Daniele di decidere nel proprio <cuore> per ripartire sempre dalle sue esigenze e dal suo respiro profondo che fa della nostra vita un luogo di incontro con Dio fino al dono dell’intera nostra vita.

Non c’è nessun disastro storico come la caduta di Gersualemme e la profanazione del tempio, né alcuna povertà e o necessità che ci possa impedire di ascoltare e di obbedire alle esigenze e agli appelli del nostro cuore. Il mondo nuovo comincia sempre con il modo nuovo di attraversare il tempo facendone la porta dell’eternità. Certo questo modo di stare al mondo è più che entusiasmante, ma esige una chiarezza con se stessi e con il mondo ce ci circonda e non raramente fa pressioni su di noi che può essere assai costosa. L’immagina della vedova ammirata dal Signore Gesù può darci la chiave per comprendere in cosa consista l’eroismo del discepolo: essere decisi come il giovane Daniele e i suoi compagni senza mai smettere di essere discreti e umili come una povera vedova capace di dare tutto… di darsi tutta.

Signore Gesù, rianima in noi il coraggio e la semplicità di seguire il nostro cuore in tutto ciò che ci ispira e spesso ci obbliga a decidere e a vivere. Ti preghiamo di darci la forza di essere decisi senza mai essere sbruffoni.

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