Diventare come Lui capaci…

XVII Domenica T.O.

L’audacia di Abramo è una sorta di scalata alla misericordia di Dio che si svolge in sei tappe. Apparentemente la soluzione finale sembra essere quella della distruzione, in realtà il solo fatto che Abramo si impegna così tanto a favore degli abitanti di Sodoma e Gomorra è il segno di una misericordia che precede, accompagna e segue ogni giustizia. L’apostolo Paolo ricorda che noi stessi non siamo in una situazione troppo diversa perdonandoci <tutte le colpe e annullando il docuemento scritto contro di noi>. La domanda di uno dei discepoli di essere resi partecipi del mistero in cui il Signore Gesù vive la sua relazione al Padre scaturisce da quello stupore che sempre la preghiera è capace di realizzare: l’uomo può incontrare Dio e può parlargli con semplicità e fiducia. Il Signore Gesù riassume tutto ciò nelle semplici invocazioni al <Padre> la cui verità di relazione viene rivelata e autenticata da una disponibilità crescente ad ascoltare la preghiera e i bisogni dei fratelli in particolare nella capacità – squisitamente divina – di perdonare. Ogni volta che preghiamo il Padre siamo chiamati non ad aspettarci da Lui qualcosa, ma a diventare come Lui capaci di dare tutto. Siamo noi ad essere padre, madre, fratello e amico per i nostri fratelli e sorelle in umanità. Allora la preghiera, lungi dall’essere un modo gentile per tirarsi fuori dalla mischia, è, in realtà, una bomba che può cambiare radicalmente la storia, ma non senza aver prima cambiato profondamente il nostro cuore. Pertanto, diventa chiara la difficile conclusione: <… lo Spirito Santo…>!

La preghiera non è degna di questo nome se non trasforma il nostro volto interiore ad immagine di Colui a cui ci rivolgiamo. La preghiera è una scuola di vita che trasfigura tutta la nostra esistenza. Osiamo pregare così: Padre di Gesù, insegnaci a vivere.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.