Seminatore

Distrazione

XXXIII settimana T.O.

Le parole del Signore Gesù ci commuovono e ci interrogano profondamente: <Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace!> (Lc 19, 42). Raramente il Signore Gesù usa il <se>, ma in questo caso lo usa in tutta la sua carica emotiva che tocca e un po’ anche sconvolge il cuore. In realtà non si tratta di interpretare questa parola del Signore riducendone il significato al rifiuto dei suoi contemporanei di accogliere il suo messaggio così esigente fino ad essere percepito troppo scomodo. Si tratta di sentire come e quanto ogni giorno il cammino del Signore è <vicino> alla <Gerusalemme> (19, 41) del nostro cuore e si fa pressante invito alla necessità e alla bellezza di accogliere la sua presenza per la nostra vita che si rivela pacificante e, al contempo, dinamizzante. Eppure, sappiamo bene, come spesso il nostro cuore è distratto. Come annota in un verso rovente Christian Bobin: <perdiamo il paradiso per distrazione>.

Potremmo reagire alle parole irrorate di lacrime del Signore Gesù con un piccolo proposito: essere meno distratti, essere meno distratti da noi stessi. Solo così potremo sottrarci a quella terribile esperienza che fa della nostra cittadella interiore una città devastata dall’incuria interiore: <distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te, e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata>.

Non così <Mattatia e i suoi figli> (1Mac 2, 16) i quali sono capaci di cogliere la visita di Dio attraverso le esigenza ben dure delle situazioni della vita dando prova di saper vivere col fatto di non avere timore a decidere. Il primo passo di questa capacità è di non cedere alle lusinghe: <Tu sei uomo autorevole, stimato e grande> (2, 17). Mattatia non dimentica che la sua grandezza è direttamente proporzionale alla sua capacità di farsi piccolo davanti alle esigenze di un’alleanza che accompagna nella misura in cui si accetta che sempre ci preceda. Dante, nella Divina Commedia, parla anche di coloro che hanno passato la loro vita senza fare né il bene né il male, i quali <vissero per se stessi> tanto che il paradiso chiude loro la porta e l’inferno non li vuole fare entrare. La loro punizione è quella di correre nudi inseguiti da migliaia di api. Per l’eternità dovranno rammentarsi del fatto che non si può vivere senza prendere posizione cedendo alla distrazione che rimanda continuamente senza mai assumere il peso di una decisione. 

La vita ci mette di fronte a delle scelte e si tratta della pace da scegliere, la pace da coltivare, la pace da condividere: la pace di oggi che radica nell’attenzione di ieri e nel desiderio rinnovato che prepara l’avvenire. Non dobbiamo sbagliare campo di battaglia: è il nostro cuore. Non dobbiamo rimandare all’infinito: è per oggi!

Signore Gesù, tu conosci le nostre distrazioni e non ti sono nascosti tutti i nostri modi sottili con cui evitiamo e ritardiamo all’infinito il tempo delle decisioni e delle prese di posizione prima di tutto nei confronti di noi stessi. Aumenta il nostro coraggio per non essere inseguiti all’infinito da quei buoni desideri mai messi in pratica.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *