Seminatore

Creatore

XXXIII settimana T.O.

Possiamo veramente riconoscere in questa misteriosa e preziosa <moneta d’oro> (Lc 19, 16) la nostra vita che viene data come dono e affidata come qualcosa di cui siamo responsabili e di cui non possiamo abusare e, soprattutto, che non possiamo nascondere. Dei <dieci dei suoi servi> (19, 13) evocati all’inizio della parabola, in realtà, ne incontriamo solo due che riferiscono al loro padrone che la moneta ha fruttato nel primo caso <dieci> (19, 16) e nel secondo caso <cinque> (19, 18). Accanto a questi due servitori zelanti e intraprendenti si staglia la figura di <un altro> (19, 20) il quale confessa, con grande dovizia di particolari, che cosa ha scatenato nel suo cuore quel gesto di affidamento da parte del padrone che avrebbe richiesto una capacità di accoglienza e di impegno: <Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo> (19, 20-21). Il Vangelo non ci dice nulla degli altri sette servi che pure hanno ricevuto la moneta con la consegna di farla <fruttare> (19, 13). Possiamo legittimamente immaginare che qualcuno di questi altri servi non ce l’abbia fatta a far fruttare e che si sia presentato davanti al padrone con la semplice moneta che aveva ricevuto o, persino, senza più nulla perché gli affari della vita possono anche andare male. Eppure, ci sembra di poter immaginare l’eguale benevolenza di questo padrone che si dimostra spietato solo contro questa immagine falsata del suo cuore ed è profondamente ferito da quel servo che non è stato capace di intuire la sua benevolenza ed è rimasto chiuso nella sua <paura>.

L’esperienza dei fratelli Maccabei, unitamente alla loro madre <ammirevole e degna> (2Mac 7, 20), ci fa prendere coscienza del fatto che la moneta d’oro della vita, non solo può essere spesa, ma persino apparentemente sprecata purché ci sia una consapevolezza fiera della sua preziosità che, invece, sfugge ad <Antioco> (7, 24) troppo preso da se stesso e così insensibile al cammino di quanti sono capaci di credere nella vita e di sperare nel Creatore. La lezione che la madre trasmette ai suoi figli per sostenerli a non barattare il dono di un’esistenza degna e fiera è di rara intensità: <Non so come siate apparsi nel mio seno, non io vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore dell’universo, che ha plasmato all’origine l’uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo il respiro e la vita, poiché voi ora per le sue leggi non vi preoccupate di voi stessi> (7, 22-23).

Dalle parole di questa madre intrepida possiamo cogliere il segreto non solo per vivere, ma per vivere in pienezza. Questo segreto è la memoria di un Creatore che ci ha dato la vita come un dono talmente grande da dover immaginare che Egli stesso sia capace di rinnovare fino a reinventare continuamente questo dono, soprattutto quando qualcuno si arroga il diritto di mettersi al posto dell’Altissimo. La speranza della risurrezione diventa così il segreto stesso della vita. Se davanti al martirio di questi sette fratelli come dinanzi al mistero di ogni sofferenza innocente ci chiediamo dove sia Dio, la risposta la troviamo nel mistero indicatore e solutore di questo <viaggio> di cui ci parla il Signore Gesù nel Vangelo. Per questo non bisogna sottovalutare l’inquadratura della parabola. Quando tutti si aspettano che Gesù si manifesti come il Messia facendosi carico dei problemi di tutti, il Signore ci rimanda alla nostra responsabilità e alla necessità ineludibile del nostro impegno. In realtà si tratta di essere capaci come il Signore di trafficare fino all’ultimo e al massimo grado possibile la moneta d’oro che siamo.

Signore Gesù, aiutaci a ricordare che siamo noi la moneta d’oro da investire nella vita senza paura di perderci e senza cedere al terrore di poter persino fallire. A te che hai dato la tua vita per noi chiediamo la forza e l’inventiva per fare della nostra vita un investimento di amore e di coraggio.

 

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