Convertire in dono

Giovedì Santo

Gesù sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine (Gv 13, 1).

L’amore fa sempre il primo passo e nell’estremo gesto del Signore Gesù, che <cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto> (Gv 13, 5), viene portata a compimento ogni promessa di salvezza. Il sangue dell’agnello pasquale, con cui Israele aveva segnato gli <stipiti> e l’<architrave> (Es 12, 7), per indicare la presenza in casa di quanti aspettavano dal Signore la misericordia della liberazione dalla schiavitù dell’Egitto, si trasforma in una brocca d’acqua. Con quest’acqua, profumata di intenso amore, i piedi vengono lavati e i cuori purificati da ogni immagine di potenza, di forza, di contrapposizione. L’amore fa sempre il primo passo e ricomincia sempre dai piedi! Tutto questo effluvio d’amore, che si fa tenerezza estrema, che si fa <pane> (1Cor 11, 23) che nutre e <calice> (1Cor 11, 25) che rinvigorisce, avviene nella <notte in cui veniva tradito> (1Cor 11, 23). L’amore non si arrende e non arretra e si fa consegna di uno stile e di un’attitudine che richiama il modo del servo fedele, ma ancora di più evoca il gesto amoroso della sposa che si china sui piedi dello sposo, come pure quello della madre che si prende cura dei bisogni più elementari e primari del proprio figlio senza imbarazzarsi né imbarazzare. Mentre ancora una volta riceviamo il mistero dell’Eucaristia come rivelazione dell’amore infinito, siamo invitati a farci discepoli dell’unico Maestro e a fare nostro il suo cuore fino ad assumere interamente il suo stile: <Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi> (Gv 13, 15).

Abbiamo sempre bisogno di essere di nuovo lavati proprio a partire dai nostri <piedi> (Gv 13, 8) che sono la parte più sporchevole del nostro corpo e perché con essi possiamo metterci in cammino per scoprire continuamente nuovi spazi di vita in cui ricevere il pane dell’amore, senza il quale moriremmo di fame.

Il Signore Gesù non ci lascia nel dubbio. Non solo abbiamo continuamente bisogno di essere lavati per essere <puri> (Gv 13, 11), ma abbiamo continuamente bisogno di un <memoriale> (Es 12, 14) dell’amore, che abbiamo ricevuto, per sentire il bisogno del tutto naturale di amarci <gli uni gli altri> (Gv 13, 14) in modo creativo e sempre nuovo.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *