Comunione

IV Domenica di Pasqua

Il grandioso affresco dell’Apocalisse domina la scena di questa domenica che sta al cuore del tempo pasquale e si offre come un portentoso anello su cui si incastona la perla del vangelo odierno: semplice, immediato, incisivo come il diamante. La moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di cui parla il Veggente di Patmos, in realtà è conosciuta una per una dall’Agnello che sta in mezzo al trono come loro pastore. Nessuna tribolazione è sconosciiuta al Pastore che allevia il dolore di ognuna delle sue pecore con la sua compassione. È il Signore Gesù che posa ciascuno di noi nella grande mano di Dio dopo averci portato amorevolmente sulle sue spalle di buon pastore e facendoci così ritrovare la strada perduta della fiducia, della gioia, della speranza… in una parola della figliolanza proprio nel turbine della grande tribolazione. L’esperienza che siamo chiamati a fare riposando nella grande e dolce mano del Padre è questa: Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi. Il Signore dice delle sue pecore io le conosco ed esse mi seguono. L’intimità cui siamo chiamati e in cui siamo nutriti e formati ha una radice profonda e un’origine eterna: Io e il Padre siamo una cosa sola. Attorno al pastore possiamo gustare la gioia della nostra comunione e possiamo inebriarci della stessa comunione che è Dio nel suo mistero di eterna relazione. Pagani eravamo, ma pagani restiamo se non acconsentiamo alla voce che ci invita e ci guida ad una comunione trasformante.nAncora una volta la Liturgia crea una magnifica corrispondenza: se per tre volte nel Vangelo viene evocato il Padre, per tre volte, nella prima lettura si parla dell’Agnello che è, esattamente, quel Figlio che ci apre ad una comunione e relazione con Dio definitivamente riscattata da ogni ombra di paure e di servitù per aprirci allo spirito della figliolanza in cui ci sentiamo e siamo veramente liberi.

Facciamo esperienza di quanto costruire la comunione esiga sempre di patire la comunione. Il Pastore e Agnello, il Signore Gesù si fa per noi guida alla comunione perché si fa porta per essere ammessi gioiosamente nella comunione della vita divina.

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