Come vedove

XXXII Domenica T.O.

Finalmente sembra che il Signore abbia trovato una parabola vivente per vivere e narrare il mistero della sua passione ormai imminente. La vedova senza nome e totalmente identificata nel gesto dell’offerta totale è animata dallo stesso dinamismo che arde nel cuore di Cristo già pronto a darsi fino in fondo, fino alla fine. Davanti a questa figura cristologica di primo piano siamo chiamati a fare il punto sulla nostra disponibilità a vivere un discepolato sempre più consapevole delle esigenze del dono. La via è quella del dono totale della propria vita, già morta ad ogni paura di rimanere senza niente perché intimamente certa di avere tutto per aver dato tutto una volta per sempre. Possiamo veramente dire che questa è la domenica della vedova… delle vedove! Ritroviamo questa figura nella prima e nella terza lettura e, soprattutto, ritroviamo una vedova come speranza del grande profeta Elia e come motivo di ammirazione del Signore Gesù. Forse persino come luogo di identificazione di quel cammino di assoluta perdita e di completa offerta che sta per compiersi in Lui. Tutti noi, certo, siamo commossi e ammirati davanti a questa vedova povera – per nulla una povera vedova – la quale mette nel tesoro del tempio tutto ciò che le rimane per vivere. Infatti, la vita che le resta è percepita talmente come un dono da non poter – per sua stessa natura – essere trattenuto, ma semplicemente donato. Davanti a questo “esempio”, ciascuno di noi è spinto a porsi la domanda su quanto sia o meno capace di avere la stessa attitudine che anima in modo così profondo e naturale la vita di questa donna. Prima di parlarci di noi e del nostro comportamento, prima di parlarci di quella donna e del suo gesto, la liturgia ci parla del Signore Gesù. Per questo ci aiuta la seconda lettura in cui si dice: <Cristo nella pienezza dei tempi è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso> (Eb 9, 26). Il <santuario> evocato dalla Lettera agli Ebrei ci aiuta a comprendere meglio ciò che avviene nel Tempio davanti al tesoro. Ciò che il Signore vive mediante <il sacrificio di se stesso> è profetizzato e attualizzato da ogni gesto di dedizione e di oblazione di cui ogni atto cultuale autentico non è che simbolo e rimando. I gesti di devozione e di contribuzione trovano il loro senso profondo nella disposizione a offrirsi come Cristo Signore <una volta per sempre>, eppure sempre in modo nuovo e diverso. La vedova è animata da questo medesimo desiderio e dallo stesso coraggio del Signore Gesù nell’offrire la totalità di se stessa perché ormai libera dalla paura di rimanere senza niente. Tutti noi portiamo nel cuore la ferita di una mancanza, la spina di un’assenza, la povertà di una solitudine isolante: tutti noi siamo come delle vedove e, ancora più certamente, tutti noi siamo dei poveri. Oggi il Signore Gesù ci invita a seguirlo sulla via del dono coraggioso. Ben altro è il <superfluo> (Mc 12, 44) dalla capacità di donarci ancora proprio quando – dopo aver perso tutto – non ci rimane che pochissimo a cui aggrapparci. Il Signore Gesù ci invita con forza e dice: “non aggrapparti, ma dona”. Il coraggio che ci manca ci viene da una certezza profonda: <il Signore rimane fedele per sempre> (Sal 145, 7). Subito dopo aver invitato i suoi discepoli a imparare da questa vedova che non si accorge di essere stata scorta e additata come esempio, il Signore Gesù annuncia ai suoi discepoli la distruzione del Tempio di cui non rimarrà <pietra su pietra> (Mc 13, 2). Questo non fa che rafforzare la gratuità dell’obolo di questa donna. Ella dona in pura perdita e senza neppure la garanzia che Dio tenga in piedi ciò che lei cerca di sostenere piamente con il suo dono. Infatti – come dice il salmo – solo <il Signore regna per sempre> (Sal 145, 10). Del resto, i gesti di un amore così grande e così definitivo radica in una fede grande nel mistero di una vita più grande che ci attende: la vita eterna. Questa donna non solo attira amabilmente lo sguardo ammirato del Signore Gesù, ma compie la legge fino all’ultimo <iota> (Mt 5, 18).

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *