Seminatore

Al nostro posto

XX settimana T.O.

Certo il discorso del Signore Gesù tocca il modo di concepire la vita e i rapporti dei farisei e degli scribi del suo tempo, ma ciò che veramente sta a cuore al Maestro è di mettere in guardia i suoi discepoli dal cedere alla tentazione di ricadere nelle stesse strutture di male. Così la grande invettiva contro i farisei può e deve essere riletta all’interno della comunità cristiana come una traccia per la revisione di vita e la conversione non solo del cuore, ma anche delle strutture comunitarie e il modo di relazionarsi al mondo. Il cammino che è richiesto a ciascun discepolo come pure alla comunità dei discepoli è di ritrovare continuamente il proprio giusto posto e per questo il Signore ci offre un criterio: <Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato> (Mt 23, 11).

Per conformare ogni giorno di più la nostra vita a questo principio che è una sorta di legge fondamentale possiamo specchiarci nell’atteggiamento ipocrita di alcuni farisei: <Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente> (23, 5). Per non cadere in questo tranello dobbiamo stare davanti al mistero della gloria di Dio che ci permette di riguadagnare e stare sempre al nostro posto. Anche a noi è rivolta la parola dell’Altissimo: <Figlio dell’uomo, questo è il luogo del mio trono e il luogo dove posano i miei piedi, dove io abiterò in mezzo ai figli di Israele, per sempre> (Ez 43, 7). Perché questo avvenga dobbiamo fare posto a Dio e non a noi stessi, dobbiamo lasciare il posto a Dio senza metterci mai al suo posto: <perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli… perché uno solo è il Padre vostro quello celeste… perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo> (Mt 23, 8-10).

Su questa parola del Signore Gesù si basa ogni funzionamento di relazione nella comunità dei credenti il cui fondamento è la libertà e la dignità di ciascuno che, in realtà, non deve niente a nessuno e, proprio per questo, è chiamato a mettersi a servizio di tutti nella libertà di un amore quotidianamente ritrovato. La parola del Signore è, in realtà, una regola di relazione che diventa un criterio di discernimento e di continua purificazione. Essa assume una profondità ancora più forte quando è messa a confronto con quelle abitudini farisaiche da cui, in realtà, facciamo così grande fatica a prendere realmente le distanze. Tutto questo che il Signore Gesù ci dice degli scribi e dei farisei rappresenta uno specchio per ogni discepolo chiamato a confrontarsi e convertirsi continuamente. Il primo passo di questa conversione sempre necessaria è quello non solo di rimanere al nostro posto, ma di amare il nostro posto di <fratelli>.

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