Seminatore

Accostate

XXII settimana T.O.

La catechesi di Paolo ai cristiani di Corinto sembra prendere una piega assai rigorosa: <nessuno si illuda> (1Cor 3, 18). La ragione di questa esortazione così ardente sembra consistere nel pericolo di cedere alla tentazione di credere di essere <sapiente in questo mondo> (3, 19), con il rischio conseguente di porre il proprio <vanto negli uomini> (3, 21). Sulle sponde del lago di Gennèsaret le cose vanno proprio in tutt’altra direzione. Là dove il lavoro, la fatica, la confusione, e persino qualche briciolo di rabbia e di disperazione non farebbero certo pensare se non a cose assai banali e prosaiche, il Signore Gesù <vide due barche accostate alla sponda> (Lc 5, 2). Stranamente, prima di vedere i <pescatori>, il Cristo vede queste due <barche accostate> e sente di potersene tranquillamente servire, come avverrà più tardi per quell’asino che farà sciogliere dai suoi discepoli perché ne ha <bisogno> (Lc 19, 34) per fare il suo ingresso in Gerusalemme. Non conosciamo il modo particolare in cui quelle due barche erano accostate, sta di fatto che il Signore vi si imbarca sapendo di poter contare sulla disponibilità del padrone di una di quelle che <era di Simone> tanto che <lo pregò di scostarsi un poco da terra> (Lc 5, 3).

Secondo Luca è così che comincia la storia della Chiesa: con due barche accostate mentre il padrone di una di queste accetta prima di scostarsi un poco da terra e poi di prendere addirittura <il largo> (5, 4). Il Signore Gesù entra nella vita di Simone con una naturalezza e una leggerezza esigente tanto da cambiargli la vita, proprio perché questa vita – quella di un pescatore – viene “vista” finalmente e viene valorizzata, apprezzata, guardata in un modo completamente nuovo. Nei gesti e nei modi con cui il Maestro si accosta a coloro che diventeranno, ben presto, suoi discepoli si respira una fiducia che rende la vita più sopportabile fino a poter confessare dapprima che <abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla> (5, 5) per arrivare poi a dire qualcosa di molto più intimo: <allontanati da me, perché sono un peccatore> (5, 8). Simone può finalmente sentire che qualcuno si accosta in verità alla sua vita, tanto da poter infine condividere fino in fondo la sua fatica di vivere con qualcuno: non basta avere <una barca> per essere un pescatore felice, sono necessari anche i pesci!

In un modo semplice e magnifico al contempo, il Signore Gesù riesce a riaprire il cuore di Simone alla speranza, che comincia sempre con un recupero di fiducia. Proprio accanto alle barche accostate, che ritornano stracariche da una pesca fuori programma, possono ben risuonare le parole con cui Paolo cerca di tagliare alla radice tutte le inutili discussioni di una comunità che pure si ritiene alla sequela dello stesso Signore e Cristo: <il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro!> (1Cor 3, 22). Pertanto, vi è una condizione: <Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio> (3, 23). Forse la scintilla che ha cambiato la vita di Simone e dei suoi <soci> (Lc 5, 10) è stata la possibilità di sentire di appartenere in realtà a qualcuno che li ha sfiorati con lo sguardo fino all’intimo del cuore cominciando ad accarezzare con quello sguardo infuocato le <due barche accostate alla sponda> (5, 2).

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