Oggi è la parola

Ministero dell’intuizione
Venerdì, 21 Febbraio 2020
Cattedra di san Pietro  (1Pt 5, 1-4 / Sal 22 / Mt 16, 13-19)   Ogni anno la Chiesa latina, riprendendo una tradzione propriamente romana con cui si onorava la memoria dei defunti, celebra la Cattedra di...

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Ci scusiamo con voi tutti, ma a causa del furto del pc del fraterllo che si occupa del Sito, per un po' di giorni non abbiamo potuto aggiornare "Oggi è la Parola" e fare altre operazioni sul Sito....

Mercoledì – V settimana T.O.

(1Re 10, 1-10 / Sal 36 / Mc 7, 14-23)

 

Il Signore si comporta come maestro di sapienza, potremmo dire che assume i tratti di quel Salomone che lasciò <senza respiro> (1Re 10, 6) la regina di Saba e chiarisce ai suoi discepoli, in modo ancora più profondo e più chiaro, le intenzioni delle sue parole di spiegazione che sono sempre un processo di liberazione profonda: <Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono propositi di male…> (Mc 7, 21) e potremmo aggiungere – senza tradire l’insegnamento del Signore – che ci ricorda come  è sempre <dal cuore> che escono i propositi di bene. Nella diatriba accesa dall’interrogazione dei farisei che manifestano il loro scandalo per la non osservanza delle consuetudini da parte dei discepoli, il Maestro non affoga lasciandosi sommergere dal metodo tanto puntiglioso - quanto sterile - delle discussioni accademiche, ma con fare signorile chiama <di nuovo la folla> (7, 14) eapprofitta di questo incidente diplomatico per rafforzare ulteriormente il suo insegnamento che, nell’intimità della <casa, lontano dalla folla> (7, 17) si fa ancora più chiaro.

La forza dell’insegnamento del Signore non è in rottura con la tradizione di fede di Israele, ma ne rappresenta il meglio. Il salmista si esprime nella stessa linea quando prega così: <La bocca del giusto medita la sapienza e la sua lingua esprime il diritto; la legge del suo Dio è nel suo cuore: i suoi passi non vacilleranno> (Sal 36, 30-31). In questo modo - ancora una volta - il simbolo del mangiare, così caro anche ai profeti, diventa un modo per esprimere la straordinaria intimità che si crea tra il credente e la parola di Dio, un modo attraverso il quale matura il rapporto con il suo Creatore. Ma la cosa più importante non è il <ciò> che viene mangiato, ma il <come> e il <perché>. Ogni attenzione alimentare diventa così simbolo non di un sospetto nei confronti della natura e di ciò che essa ci offre, ma un rimando a questo continuo lavoro di interazione interno-esterno che ci rende umani e che accompagna il nostro cammino di figliolanza. Marco annota che <così rendeva puri tutti gli alimenti> (7, 19) ed evoca la sapienza di chi si serve di tutto senza lasciarsi contaminare da nulla.

La prima lettura ci mostra la regina di Saba in visita al re Salomone! Non si tratta di una visita di stato, ma piuttosto di un incontro tra persone che cercano e amano la sapienza, accettando di sottoporsi a lunghi processi – simboleggiati dal lungo viaggio affrontato dalla regina – per ritrovare le vie del cuore. Un passaggio del testo è persino commovente: <Si presentò a Salomone e gli parlò di tutto quello che aveva nel suo cuore>, e prosegue assicurandoci del fatto che il desiderio e il bisogno della regina non fu deluso: <Salomone le chiarì tutto quanto ella diceva; non ci fu parola tanto nascosta al re che egli non potesse spiegarle> (1Re 10, 2-3). Il Signore Gesù assicura per ciascuno di noi il servizio reso da Salomone alla regina di Saba: poter manifestare ciò che abbiamo nel nostro cuore ed essere aiutati a capire ciò che ci abita per essere migliori. Un viaggio nel nostro cuore richiede certo una buona dose di coraggio e di umiltà per poter manifestare quello che portiamo dentro e lasciarci purificare da tutto ciò che non è degno di un cuore umano. 

Signore Gesù, tu ci insegni che la purezza del cuore e la sua sincerità sono la garanzia più vera di un profondo rispetto di quella legalità che è libertà di amore obbediente alla tua Verità e alla nostra.  È dal nostro cuore che scaturisce la bontà di ogni gesto e di ogni giudizio capace di conservare la natura che ci hai affidato e di istaurare relazioni cariche di fiducia nel bene dell’altro.