Oggi è la parola

Dono
Giovedì, 19 Settembre 2019
Giovedì – XXIV settimana T.O. (1Tm 3, 12-16 / Sl 110 / Lc 7, 36-50)   L’apostolo Paolo raccomanda a Timoteo di riconoscere, custodire e far fruttificare <il dono che è in te> (1Tm 4, 14). Ciascuno di...

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San Bartolomeo

(Ap 21, 9-14 / Sal 144 / Gv 1, 45-51)

 

Natanaele di Galilea dimostra di essere un uomo spontaneo, ma anche generoso. Senza giri di parole esprime ciò che pensa, ma senza nessun giro di parole è capace pure di esprimere ciò che sente. Dalla mente di Natanaele nascono domande dirette, ma dal suo cuore nasce un retto sapersi ricredere per credere. Soprattutto in Natanaele possiamo e dobbiamo ammirare la capacità di sapersi muovere verso una nuova comprensione delle cose attraverso gli incontri con le persone che lo aprono all’incontro con lo stesso Signore Gesù da lui proclamato con entusiasmo sincero quale <Figlio di Dio> (Gv 1, 49). Con la sua prudenza e con il suo entusiasmo l’apostolo Bartolomeo/Natanaele, dimostra di essere veramente capace del suo compito apostolico sapendo farsi mediazione, nella sua stessa vita, di sensi nuovi e di nuove aperture. L’evangelista Giovanni evoca sottilmente e simbolicamente tutto ciò in una nota: <Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro…> (1, 47). Nel cuore di quest’uomo entusiasta, ma non dai facili entusiasmi c’è una ricerca della verità che non si chiude su se stessa ed è sempre in viaggio come le nubi nel cielo.

Come spiega Pier Damiani: <Queste nubi si condensano in acqua quando annaffiano la terra del nostro cuore con la pioggia del loro insegnamento per renderla fertile e portatrice dei germogli di opere buone. Appunto Bartolomeo, che festeggiamo oggi, significa in aramaico: figlio di colui che porta l’acqua>[1]. Attraverso l’esperienza e il processo interiore di questo apostolo, possiamo accogliere la presenza di Gesù nella nostra vita come un dono di Dio – questo anche ppuò significare il suo nome – che ci ricolma e ci riempie: <vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo> (Gv 1, 51).

Possiamo ammirare in Natanaele una grande e autentica capacità di muoversi in se stesso – attraverso l’esercizio di un’acuta intelligenza – come pure in relazione a quanti incontra sul suo cammino: nel suo cuore si attua lo stesso dinamismo che il Signore indica come l’anima della vita degli angeli, ossia del mistero della vita che dal cielo si riversa sulla terra. Lo conferma il veggente di Patmos quando apre i nostri occhi sulla realtà della Gerusalemme del cielo che è una realtà di somma apertura senza essere esposta ai quattro venti: <E’ cinta da grandi e alte mura con dodici porte> (Ap 21, 12). La Gerusalemme del cielo, immagine e specchio della Chiesa e di ogni credente, si presenta come una realtà stabile e dinamica al contempo, ben delimitata nella sua realtà e, al contempo, provvista di molte porte da cui tutti possono entrare ed uscire per portare le loro ricchezze e attingere a piene mani a quellie che, in essa, sono amorevolmente e non gelosamente custodite.

Signore, donaci una scintilla del tuo infinito dinamismo, di quello stesso desiderio di muoversi verso di te che animò l’apostolo Bartolomeo che si rivela in modo sempre nuovo, imprevisto, imprevedibile. Rendici capaci di scorgere e di gioire per l’imprevedibile novità del tuo Spirito in azione nel mondo, per lo scambio incessante e stupefacente tra cielo e terra! Donaci di collaborarvi, portando con umiltà il nostro contributo e lasciandoci arricchire dalla novità di vita, di cui ogni fratello, in te, è portatore.


1. PIER DAMIANI, Discorso 42, secondo per S. Bartolomeo.