Oggi è la parola

Dono
Giovedì, 19 Settembre 2019
Giovedì – XXIV settimana T.O. (1Tm 3, 12-16 / Sl 110 / Lc 7, 36-50)   L’apostolo Paolo raccomanda a Timoteo di riconoscere, custodire e far fruttificare <il dono che è in te> (1Tm 4, 14). Ciascuno di...

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Mercoledì – X settimana T.O.

(2Cor 3, 4-11 / Sl 98 / Mt 5, 17-19)

 

Siamo capaci di compiere qualcosa di buono e di bello, solo nella misura in cui lasciamo che si compia in noi tutto ciò che il Signore vuole compiere per noi. Egli lo fa sempre attraverso di noi e, talora, persino malgrado le nostre resistenze e le nostre chiusure all’opera della grazia. L’apostolo Paolo apre il nostro cuore non solo alla speranza, ma anche all’audacia, tanto da lanciarsi in una sorta di inno alla <fiducia> (2Cor 3, 4), inno che il Signore ripone continuamente nelle sue creature su cui piega il suo sguardo di Padre. Se l’esortazione ad una fiducia audace è chiara e forte, nondimeno, l’apostolo, non ci lascia nell’ignoranza di dove e come - in verità e durevolmente - possiamo attingerla: <Non che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio> (3, 5). Il Signore Gesù conferma, in uno dei passaggi più forti del Discorso della montagna, il fatto che bisogna guardare alla vita come ad un percorso in divenire in cui, giorno dopo giorno, si attua quel processo di pienezza di cui siamo non solo spettatori, ma veri protagonisti: <Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento> (Mt 5, 17).

La parola del Signore ci conduce direttamente e decisamente al cuore della rivelazione. Il pensiero del Maestro non si contrappone alla <Legge o i Profeti> in cui è riassunto simbolicamente tutto il cammino del popolo di Dio attraverso i secoli e in cui è, misteriosamente ricapitolato anche il cammino di tutti gli altri uomini e donne. Al contrario, il Signore Gesù se ne fa vitale e viva interpretazione perché, sempre di più e sempre meglio, ciascuno possa raggiungere il cuore di ogni rivelazione divina  che si offre alla nostra umanità, la quale non può che condurre ad un amore sempre più qualificato verso Dio e verso i fratelli. Tutto ciò diventa possibile nella misura in cui accogliamo e coltiviamo la rivoluzione di mentalità operata dal vangelo: i tratti più <minimi> (5, 19) della fedeltà e dell’amore sono infatti considerati e additati dal Signore Gesù come ciò che diventa <grande nel regno dei cieli> proprio perché rende adulti nella capacita di credere e di porre gesti di solidarietà e di attenzione.

Il Signore Gesù ci ricorda come non sia la fedeltà accurata e accorata della Legge che il Signore mette in crisi, ma bensì il veleno dell’ipocrisia dal quale ci mette in guardia. Quest’ultima si può annidare in ogni osservanza minuziosa, il cui antidoto è la docilità umile e sincera. A questo punto potremmo riascoltare le parole di Paolo che si - e ci - domanda: <quanto più sarà glorioso il ministero dello Spirito?> (2Cor 3, 8). Se è vero che è lo Spirito a dare la <vita> (3, 6) è proprio la sua presenza in noi che ci rende capaci di portare a compimento la nostra intelligenza della Parola di Dio sulla quale siamo chiamati ad orientare ogni giorno la nostra vita. I rabbini elencavano 613 precetti che il credente doveva osservare scrupolosamente. Il loro numero corrisponde alle parti del corpo e sta a significare che: essere fedeli alla relazione con Dio è il modo per abitare in pienezza il proprio corpo quale cifra del nostro essere vivi oltre che vegeti. Forse, nel corso dei secoli, più che diminuire, rischiamo di aver aumentato il numero rabbinico, eppure la sfida rimane una sola: realizzare l’amore con pienezza! Di questo siamo già capaci, ma è la grazia di Cristo che ci rende veramente capaci.

Siamo capaci di tutto eppure non lo siamo mai abbastanza! Signore Gesù, donaci la consapevolezza di ricevere tutto da te e donaci l’audacia di agire come se tutto dipendesse da noi. Così cresceremo sotto i tuoi occhi pieni di tenerezza e vivremo sempre più in pienezza… veramente vivi!