Oggi è la parola

Porta
Martedì, 25 Giugno 2019
Martedì - XII settimana T.O. (Gn 13, 2.5-18 / Sl 14 / Mt 7, 6. 12-14)   Sarebbe interessante fare attenzione, durante questa giornata, a quante volte siamo obbligati ad attraversare delle porte, di...

Sabato – VII settimana T.P.

(At 28 passim / Sl 10 / Gv 21, 20-25)

 

I giorni della Pasqua si compiono e l’epilogo liturgico degli Atti degli Apostoli si conclude con una nota assai significativa: <con tutta franchezza e senza impedimento> (At 28, 31). Forse ci saremmo aspettati una conclusione diversa, soprattutto in relazione agli apostoli Pietro e Paolo che compaiono come protagonisti del libro che ogni anno ci accompagna tra Pasqua e Pentecoste, dal punto di vista di un finale ad effetto ci manca qualunque riferimento al martirio degli apostoli e al posto di una finale eroica la Parola ci tramanda una finale ordinaria e persino serena. La <catena> (28, 20), che pure lega Paolo, non sembra essere un vero impedimento alla sua predicazione, anzi fa’ sì che l’apostolo - perennemente in viaggio - ritrovi una certa stabilità e una vera <casa che aveva preso in affitto e accoglieva tutti quelli che venivano a lui> (28, 30). Le stessa città di <Roma> (28, 16) lungi dall’essere la nuova incarnazione di <Babilonia la grande> (Ap 18, 2) è già rivestita del grembiule della Chiesa che serve all’amore e che si fa garante dell’unità e della pace tra i credenti e luogo di irradiazione verso l’umanità intera della luce del Vangelo.

La conclusione della lettura del Vangelo secondo Giovanni, che ci accompagna ormai da settimane, invece di farci porre gli occhi sul Cristo glorioso che ritorna presso il Padre e si asside quale Signore della storia alla sua destra (cfr Mc 16), anch’esso riporta lo sguardo del nostro cuore alle <molte altre cose compiute da Gesù…> (Gv 21, 25) e che ancora si vanno compiendo in mezzo a noi e, soprattutto, dentro di noi. È come se la storia fosse interamente e sempre una biblioteca che raccoglie quei <libri> mai scritti con l’inchiostro perché scritti con il sangue della vita spesa e donata. Agostino scrive così: <Non è infatti soltanto Pietro, ma tutta la Chiesa che lega e scioglie i peccati; né Giovanni fu il solo ad attingere, come ad una fonte, dal petto del Signore, per comunicarla a noi, la verità sublime del Verbo che era in principio presso Dio (Gv 7,38; 1,1). Anzi è il Signore stesso che diffonde il suo Vangelo in tutto il mondo, affinché tutti ne bevano, ciascuno secondo la propria capacità>1.

Il tempo che si apre dopo la Pasqua, il Tempo che è ormai per sempre post-pasquale in attesa della Parusia del Signore è come un lungo tempo di scrittura e di lettura. Si tratta di scrivere la nostra vita alla luce del mistero pasquale del Signore e usando con sempre più stile l’alfabeto del Vangelo. Si tratta di leggere, in ogni evento e in ogni avvenimento, un tratto di quella storia di salvezza di cui non siamo solo spettatori e testimoni, ma intrepidi annunciatori e continuatori: il libro del Vangelo mai scritto è ciascuno di noi e ogni uomo e donna è un libro in cui leggere con venerazione la Parola di Dio. Una parola rimane… l’unica: <Tu seguimi> (Gv 21, 22). 

Signore Gesù, noi ti ringraziamo! La tua parola di oggi porta a compimento il vangelo di Giovanni e gli Atti degli Apostoli. Eppure il nostro cuore attende ancora … altre parole, altri gesti … tutto è compiuto da te, ma tutto è da compiere ora, per ciascuno di noi. Nella sequela, nella preghiera e nell’amore reciproco si scriveranno le nuove parole del vangelo di vita con la nostra vita. Alleluia!


1. AGOSTINO, Discorsi sul vangelo di Giovanni, 124.