Oggi è la parola

Porta
Martedì, 25 Giugno 2019
Martedì - XII settimana T.O. (Gn 13, 2.5-18 / Sl 14 / Mt 7, 6. 12-14)   Sarebbe interessante fare attenzione, durante questa giornata, a quante volte siamo obbligati ad attraversare delle porte, di...

Giovedì – VII settimana T.P.

(At 22, 30-23, 6-11 / Sl 15 / Gv 17, 20-26)

 

La parola con cui il Signore Gesù si rivolge al Padre ci porta al cuore del mistero di questa divina relazione e ce ne rende intimamente partecipi: <poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo> (Gv 17, 24). Qui sta il segreto e la forza della vita del Signore Gesù che gli permette di testimoniare la salvezza che il Padre desidera per ogni uomo e ogni donna: sapere che c’è un amore che è sempre <prima>. Questa consapevolezza rende possibile una sicurezza ed una solidità altrimenti impossibili ed impensabili. Del resto, anche la nostra esperienza umana riflette questa logica dell’essenza divina: tutti noi venendo alla luce dalle ombre di questo mondo, prima ancora di poter percepire l’amore e di poterlo sentire attraversare la nostra carne e il nostro spirito, siamo stati amati <prima>. Come spiega un monaco medievale: <Tale è il modo di nutrirci spiritualmente del corpo di Cristo: avere in lui una fede pura, cercare sempre per mezzo della meditazione assidua il contenuto di questa fede, trovare con l'intelligenza ciò che stiamo cercando, amare ardentemente l'oggetto della nostra scoperta, imitare per quanto possibile colui che amiamo; e imitandolo, aderire a lui costantemente per giungere all'unione eterna>1.

L’unione con il Signore cui la nostra vita anela e verso cui sospira l’intera creazione è possible solo per quel <prima> assoluto di cui ci parla il Signore Gesù nella sua ardente preghiera alla vigilia della sua Passione cui ogni discepolo è chiamato a conformarsi: il primo passo per conformarsi è quello di confrontarsi. L’apostolo Paolo vive, anche lui, questo viaggio di conformazione che esige il passaggio della confrontazione che include anche una certa dose di resistenza tanto che: <scoppiò una disputa tra farisei e sadducèi e l’assemblea si divise> (At 23, 7). Il tema della divisione suscitata da Paolo che così spera di evitare l’ingiusta condanna è proprio la <risurrezione> che, però, se diventa un “tema” non può salvare nessuno mentre essa è un’esperienza: accettare di fallire e di morire conservando la fiducia e non perdendo la pace a motivo di quel <prima> che renderà il Signore Gesù assolutamente silenzioso davanti al Sinedrio.

Quella provenienza assoluta rende l’amore assolutamente preveniente, quella indicibile liberalità rende l’amore libero e liberante tanto da poter inglobare serenamente persino la stessa negazione dell’amore che può indurre ad ucciderlo o a mortificarlo fino a snaturarlo. Solo così, anche noi come il Signore Gesù e come il Padre che è nei cieli, potremo trovare una profonda solidità per cui potremo amare sempre e solo <prima> tanto che nessun “dopo” che l’amore comporta e cui talora ci costringe - persino amaramente - potrà destabilizzare la nostra pace nel profondo che è sempre <prima> per cui <nelle tue mani è la mia vita> (Sal 15, 5).

Radicati profondamente in te, coscienti del tuo amore incrollabile, che ci precede e ci supera, possiamo mantenere nella pace il nostro cuore e stabile il tronco, flessuosi e forti i rami … niente ci potrà separare da te e nulla potrà sconvolgerci o spaventarci. Questa è l’unica via di salvezza per noi timorosi e vacillanti: qualcuno ci ha amato prima, ci sostiene da prima, ci attende prima… Alleluia!

 


1. GUIGO IL CERTOSINO, Meditazioni, 10 (SC 163, p. 187)