Oggi è la parola

Convertire… in regalità
Lunedì, 25 Marzo 2019
Martedì – III settimana T.Q. (Dn 3, passim / Sl 24 /Mt 18, 21-35)   Il lamento di Daniele trova una risposta nella parabola che il Signore Gesù racconta a Simon Pietro per rispondere alla sua domanda...

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Sul nostro blog, un omaggio di fr. MichaelDavide a m. Anna Maria nel giorno della sua sepoltura.

Giovedì – I settimana T.Q.

(Est 4 passim / Sl 137 / Mt 7, 7-12)

 

Non si tratta della qualità dell’esaudimento della nostra preghiera da parte di Dio bensì della qualità della nostra fiducia filiale nei confronti di Dio. Quando si parla della paternità spirituale si dice che è il discepolo a generare il maestro, il figlio a generare il padre… analogamente si potrebbe ardire che è proprio la qualità della nostra figliolanza a generare la possibilità che Dio si riveli come padre, compagno, amico. Per entrare in questo dinamismo ecco che il Signore Gesù dopo averci parlato della modalità della preghiera qualche versetto prima ci parla qui della sua qualità. In una parola si può dire che la qualità della preghiera e quindi il suo esaudimento dipende dalla qualità della nostra capacità di entrare, vivere e rimanere in relazione. 

Per questo – un po’ stranamente – la conclusione del vangelo di oggi sembra portarci altrove e invece ci porta direttamente al cuore: <Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti> (Lc 7, 12). Così ci riesce molto più facile comprendere e accogliere la testimonianza delle regina Ester la quale <cercò rifugio presso il Signore presa da un’angoscia mortale> (Est 4, 1). La preghiera che Ester rivolge al Signore è direttamente proporzionale alla qualità del suo coinvolgimento nella situazione che riguarda il suo popolo e da cui, la sua condizione regale, potrebbe tenerla al riparo. Al contrario Ester prega il Signore e lo fa <perché un grande pericolo mi sovrasta> (4, 4). Di certo il pericolo che incombe su Ester è assai serio e chiaramente rischioso ma non c’è bisogno di trovarsi in situazioni così al limite per sperimentare il bisono di essere aiutati e soccorsi. 

Il Signore Gesù ci mette di fronte al “pericolo quotidiano” che si concretizza nella possibilità che qualcuno venga a chiederci <un pane> (Mt 7, 9) oppure <un pesce> (7, 10). Da parte nostra possiamo sempre rispondere con <una pietra>, oppure <una serpe> ma in questo caso che cosa mai potremo aspettarci – nel momento del pericolo – di ricevere a nostra volta da Dio o dagli uomini? La preghiera diventa così un vero e proprio esercizio per testare e migliorare la qualità della nostra vita cominciando col migliorare la qualità della nostra preghiera. Di tutto ciò ogni anno si fa maestra la regina Ester che la liturgia ci fa incontrare sempre nel nostro cammino quaresimale: donna piccola che è capace di rimanere tale al cospetto di Dio persino nei recinti sicuri e privilegiati della reggia ove non dimentica la sua umile provenienza e la sua <infanzia> (Est 4, 5) fino a rischiare la sua stessa vita per salvare quella dei più poveri e dei più piccoli caduta sotto l’incudine della cieca cattiveria di Amàn.

Per Ester pregare è manifestare la qualità della sua vita… sarà così anche per il Signore Gesù il quale nel momento dell’<angoscia> (Mt 26, 37) si metterà a pregare e persino nel momento della sua morte non fare che ripredere le parole così care del Salterio per esprimere al meglio la qualità del suo dono attraverso la qualità della sua preghiera. Oggi potremmo cercare non solo di trovare un momento da dedicare alla preghiera ma anche per interrogarci sulla nostra capacità di dare <cose buone> (Mt 7, 11) a quelli che ce le domandano. 

Ester, sorella e compagna, in questo cammino quaresimale, insegnaci a cercare rifugio presso il Signore, mantenendo chiara la coscienza della nostra piccolezza e insieme osando e rischiando per restare solidali con la sorte di chi è più indifeso e povero di noi. Aiutaci a lasciar cadere tutte le maschere che appannano e falsificano la qualità della nostra relazione con il Signore e con i fratelli e ad affinare la qualità delle scelte che il cuore ci detta. Kyrie eleison!