Oggi è la parola

Il tuo nome è Vigore, alleluia!
Mercoledì, 24 Aprile 2019
Giovedì – Ottava di Pasqua (At 3, 11-26 / Sl 8 / Lc 24, 35-48)   Le parole di Pietro cercano di spiegare alla folla ciò che è appena accaduto alla Porta Bella del Tempio e, al cuore della sua...

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Lunedì – V settimana T.O.

(Gn 1, 1-19 / Sl 103 / Mc 6, 53-56)

 

L’ultima parola che troviamo nel vangelo può essere assunta come la parola che precede quella che il Signore Dio pronuncia nella creazione: <e quanti lo toccavano venivano salvati> (Mc 6, 56). Di fatto, le dieci parole con cui Dio crea il mondo non sono altro che un’opera di salvezza capace di trarre, dal caos originario, la vita. Quest’opera di creazione avviene attraverso l’opera dello Spirito che <aleggiava sulle acque> (Gn 1, 2). La presenza divina, che cova l’universo con lo stesso amore e la stessa cura con la qualw si attende lo schiudersi delle uova, con il suo alito di vita accompagna amorevolmente il balbettìo dell’esistenza nell’ordine della bellezza e della bontà. Ogni mattina, l’opera della creazione riprende il suo cammino nella speranza segreta di raggiungere un grado ancora più alto, e più profondo, di bellezza e di bontà.

Questo avviene nella misura in cui le maree della vita ci fanno approdare sempre di più a Gesù. Il dono della creazione è, infatti, un’opera che siamo chiamati a completare e far progredire, ogni giorno, nella e attraverso la nostra vita. Questo lo attueremo nella misura in cui, come la folla che il Signore Gesù trova a Gennèsaret, cercheremo di stabilire un contatto con la sua persona capace di ritemprare in noi l’energia della vita, tanto da dilatarne e ottimizzarne le possibilità. Mentre contempliamo i primi quattro giorni della creazione quando la terra sembra essere non solo sempre più illuminata, ma pure sempre più luminosa, possiamo guardare all’intimità del nostro cuore per approfondire ancora di più il contatto con il Signore Gesù nelle profondità, talora così caotiche, della nostra intimità. 

Il Maestro passa ancora accanto alla nostra vita e così ci permette di sperimentare la gioia di essere <salvati> (Mc 6, 56). Se la creazione è il tocco con cui Dio trae dal nulla e dal caos la bellezza, la bontà e la verità della creazione, l’esperienza di salvezza passa attraverso il nostro desiderio di essere toccati e di essere trasformati dall’accoglienza del passaggio di Dio nella nostra esistenza cercando di toccare <almeno il lembo del suo mantello>. Spesso pensiamo alla creazione come a qualcosa che sta alle nostre spalle e di cui ci sentiamo, talora, semplicemente spettatori. Essa, invece, è davanti a noi ed è, soprattutto, dentro di noi! L’amore preveniente e gratuito del Creatore continua ad accompagnare la nostra vita, giorno dopo giorno, in una creazione continua che è l’esperienza di una continua salvezza. Essa, proprio come la creazione di cui siamo parte, è certamente un dono, ma è pure una realtà che richiede non solo la nostra ammirazione, ma pure la nostra generosa collaborazione.

Il primo passo è quello di desiderare, per se stessi e per gli altri, un di più di vita tanto che <accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse> (Mc 6, 55).

Vogliamo essere salvati, Signore Gesù! Ogni giorno abbiamo bisogno di essere ricreati e rimessi in cammino verso la verità, la bontà e la bellezza del dono della vita. Essa è un dono che riceviamo dalla tua mano, ma è anche una responsabilità che esige non solo la nostra gratitudine, ma anche la nostra fantasia.