Oggi è la parola

Convertire… in regalità
Lunedì, 25 Marzo 2019
Martedì – III settimana T.Q. (Dn 3, passim / Sl 24 /Mt 18, 21-35)   Il lamento di Daniele trova una risposta nella parabola che il Signore Gesù racconta a Simon Pietro per rispondere alla sua domanda...

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Sul nostro blog, un omaggio di fr. MichaelDavide a m. Anna Maria nel giorno della sua sepoltura.

(Is 60, 1-6 / Sal 71 / Ef 3, 2-3. 5-6 / Mt 2, 1-12)

 

La parola dell’apostolo Paolo ci permette di entrare direttamente e gioiosamente nel clima di questa solennità che celebra la pienezza del mistero dell’Incarnazione dopo le dodici notti che sono passate dal Natale del Signore: <Le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo> (Ef 3, 6). La Pasqua raggiunge la sua pienezza al mattino di Pentecoste quando gli apostoli sono in grado, per il dono e la forza dello Spirito, di uscire allo scoperto e annunciare a tutti che Cristo è Risorto e Vivente. Così pure il Natale del Signore si ammanta di luce ancora più fulgida nell’Epifania. Si compie oggi il sogno e la visione del profeta Isaia: <Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere> (Is 60, 3). L’evangelista Matteo ci racconta come alcuni <Magi vennero da Oriente a Gerusalemme> portando con sé una straordinaria scoperta: <Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo> (Mt 2, 1-2). La nascita della Chiesa, quale sacramento di salvezza per l’umanità tutta, si manifesta sin dal mattino di Pentecoste come una realtà costitutivamente ibrida e inclusiva di tutti i popoli e di ogni cultura. Questo perché il suo mistero radica nella rivelazione di Dio che, nella carne del Verbo, viene accolto dai più lontani, dai più estranei, dai meno facilitati. Sono i Magi che, nel vangelo secondo Matteo, tengono il posto degli angeli di cui parla Luca e sono loro che vengono ad annunciare ad Israele il compimento delle promesse. Tutto questo non può che turbare <tutta Gerusalemme> (Mt 2, 3). ma non turba affatto gli stessi Magi. Costoro sono uomini che cercano sinceramente la verità con purezza di cuore. Per questo i Magi sanno sempre rimettersi in strada e persino rettificare la direzione fino a cambiare totalmente programma: <per un’altra strada fecero ritorno al loro paese> (Mt 2, 12). Da questi uomini sapienti che hanno conservato la semplicità di un bambino che permette loro di non scandalizzarsi, ma di rallegrarsi quando <videro il bambino con Maria sua madre< (2, 11), molto dobbiamo imparare come discepoli e come Chiesa. Si tratta di una profonda conversione a ciò che Lévinas spiegherebbe così: <L’idea di una verità la cui manifestazione non è gloriosa né clamorosa, l’idea di una verità che si mostra nella sua umiltà come la voce di fine silenzio>. Lasciamoci condurre dal <sogno> (Mt 2, 12) di una verità fatta <bambino> e accogliamo la sua guida (Is 11, 6) accettando di cambiare sempre strada senza mai desiderare una méta diversa.

Signore Gesù, siamo felici di sapere che sono tante e così diverse le strade che conducono a te. Siamo contenti di sapere che l’umanità intera è in cammino verso di te che sei la stella che non tramonta e non abbaglia, ma guida come luce gentile. Donaci la gioia di non smettere mai di trovare motivi di gioia. Emmanuele, Dio con noi!