Oggi è la parola

Attendere… il vigore
Martedì, 11 Dicembre 2018
Mercoledì – II settimana T.A. (Is 40, 25-31 / Sl 102 / Mt 11, 28-30)   La promessa che ci viene ridonata attraverso le parole del profeta Isaia ci raggiunge al cuore del nostro più grande timore che è...

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E' uscito un articolo di fr. MichaelDavide su La Croix: <Rinunciare a ogni forma di clericalismo>... ne trovate sul menù...

(Gn 3, 9, -15.20 / Sal 97 / Ef 1, 3-6. 11-12 / Lc 1, 26-38)

 

Mentre l’angelo Gabriele annuncia a Maria la novità della sua vita, la Vergine di Nazaret non si fa delle idee sulla su se stessa, ma umilmente chiede che cosa Dio vuole fare di lei: <Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?> (Lc 1, 34). Con questa sua reazione, Maria si mostra donna di grande concretezza e di sano realismo. Al contempo, si rivela capace di lasciarsi condurre oltre se stessa sentendosi al sicuro nella mano di Dio e rimanendo in legame con Lui. Questo connubio meraviglioso tra concretezza e idealità, tra spirito pratico e apertura al mistero rende questa donna il luogo adatto dell’incarnazione del Verbo perché assolutamente innocente anzi, come dice Bernanos, <la Vergine era l’Innocenza>. Se l’origine di ogni peccato è staccare la testa dal cuore e perdere così il senso della totalità in cui si può vivere serenamente la propria creaturalità. L’Innocenza di Maria è questa capacità di dimorare nella realtà col cuore aperto ai passaggi imprevedibili di Dio. Maria è maestra di attesa e per questo tutta la sua vita è come vissuta <in previsione> (Colletta), è totalmente vissuta in relazione e per questo è una vita vera. Non solo vera per se stessa, ma vera anche per noi che in questa donna possiamo ritrovare lo slancio iniziale della nostra umanità capace di Dio. Il primo passo di questa divina capacità è vivere aperti all’alterità. Infatti nel testo dell’Annunciazione, che ascoltiamo nella liturgia odierna, non si parla tanto di Maria, ma del <figlio> (Lc 1, 31) e di <Elisabetta> (1, 36). Questo perché ogni visita di Dio nella nostra vita è una visita da restituire con un’accoglienza e un amore più grandi. Maria è la donna capace di connettersi interamente con il progetto di Dio. Questa connessione profonda rende tutta la sua vita una previsione del possibile - sempre atteso - intervento di Dio nel suo cuore fino a toccare ed abitare la sua carne. La docilità di Maria è così assoluta da avere un effetto sulla totalità della sua vita toccandola, e in certo modo profumandola, fin dai suoi inizi… anzi ancora prima che iniziasse. La solennità dell’Immacolata Concezione che segna, ogni anno, il nostro cammino di preparazione al Natale trova nell’Avvento il suo contesto più naturale. La contemplazione del mistero della grazia, così come si rivela nella vita di Maria, è fonte di speranza per tutta la Chiesa e per ciascun credente, per ogni uomo e per ogni donna: fondamento della storia è il disegno di salvezza per ogni creatura che sta al cuore di Dio Creatore.