Di che cosa hanno paura?

di Éric T. de Clermont-Tonnerre*

in “La Croix” del 3 febbraio 2020 (traduzione: www.finesettimana.org)

È con tristezza – e con un filo di rabbia – che ho letto “Dal profondo del nostro cuore”, co-firmato da Benedetto XVI e dal cardinal Sarah, come scritto sulla copertina del libro in vendita attualmente. Questo libro non mi sembra ben “posizionato”: non affronta lo scandalo degli abusi di cui un po’ ovunque si sono resi colpevoli membri del clero; non pone il problema di eventuali ordinazioni di uomini sposati su una base teologica e pastorale appropriata.

L’introduzione si intitola “Di che cosa avete paura?”. Non si può che rinviare la domanda agli autori. Credono davvero che sarà l’ordinazione di uomini sposati, praticata da sempre nelle Chiese orientali, a mettere in pericolo la Chiesa cattolica, resa esangue da una mancanza di coraggio pastorale e di pertinenza teologica?

La conclusione fustiga “i cattivi consiglieri, le teatrali messe in scena, le diaboliche menzogne, gli errori alla moda che mirano a svalutare il celibato sacerdotale”? La scelta di questi termini è infelice: non fanno forse di ogni battezzato che osa interrogarsi sul celibato dei preti un potenziale adoratore di Satana, un avversario della Chiesa? Religioso domenicano, affezionato al celibato dei preti, sono ferito da questo modo di esprimersi su questioni che riguardano il rapporto con Cristo e il dono di sé a servizio del Vangelo e della salvezza degli uomini.

Lo “Sguardo ecclesiologico e pastorale sul celibato sacerdotale” del cardinal Sarah vuol essere una riflessione positiva e tranquilla; è tuttavia caratterizzata da una sorprendente negatività: “una catastrofe pastorale”; “una confusione ecclesiologica”; “un oscuramento nella comprensione del sacerdozio”.

E, per quanto riguarda la parte firmata da Benedetto XVI, “Il sacerdozio cattolico”, è veramente peccato che non menzioni il sacerdozio dei battezzati; che il celibato delle religiose – delle donne – e dei religiosi non sia assolutamente affrontato e che il passaggio dal sacerdozio dell’Antico Testamento al sacerdozio neotestamentario non si fondi sugli sviluppi dell’epistola agli Ebrei che insistono sul cambiamento radicale del culto.
È urgente che i teologi riflettano su questi problemi in maniera più approfondita e meno polemica, in modo da poter progredire nella comprensione del sacerdozio dei battezzati e del ministero presbiterale, della santità del matrimonio e del celibato per il Regno. Questa riflessione profonda permetterà di mostrare la Chiesa stabile sul suo fondamento – Cristo, la sua Parola, il battesimo, la comunione dei santi – e, di conseguenza, di risanare la sua struttura gerarchica che non è a servizio di un sacro ideale, ma del sacro che è la Santa umanità di Cristo e che è ogni umanità, cioè ogni essere umano potenzialmente aperto alla visita di Dio.

* Domenicano, autore di Fierté de l’espérance, Salvator.

Una risposta a “Di che cosa hanno paura?”

  1. L’imprevisto

    “… un giorno usciamo dal Paradiso e vediamo cos’è il mondo: un palazzo per i “bugiardi” e un deserto per “i cuori puri”! Ma, proprio in quel momento terribile dove non c’è più niente da credere o da sperare – nessun’aria, ne porta – SORGI!
    Vieni quando più nessuno puo consolarci ed entri segretamente nel fondo del nostro cuore – al riparo dal tempo -.
    Quando sono nel dubbio, il mio cuore è più fragile di un lampone, ma quando ho fiducia in TE, è più duro di un diamante. C’è bisogno di molto tempo per macinare le parole e morire in silenzio per fare cuocere il “pane del cielo”!
    Non lascerò spegnere la piccola lampada della fiducia…”

    Christian BOBIN (La présence Pure)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.